Vivo APEX 2019 è come Meizu Zero, manda avanti un’idea di smartphone rivoluzionaria ed interessante: bisognerà verificare se compatibile con la realtà. Il device con zero pulsanti e porte è in fase di prototipo, ma è già possibile scoprirlo in diversi video hands-on e fotografie.

Vivo APEX 2019: i primi contatti

Probabilmente, al MWC 2019 avremo modo anche noi di toccare con mano il terminale, per il momento mostrato solo in Cina nella giornata di ieri. Intanto i primi hands-on pubblicati su YouTube permettono di avere un’idea di come sia e come funzioni l’innovativo smartphone.

Ad impatto, soprattutto nella colorazione bianca, l’effetto “wow” non sembra esserci: anzi, il design sembra piuttosto anonimo. Tuttavia, basta guardare lo smartphone con un più di attenzione per rendersi conto che il display non ha bordi e mancano un sacco di elementi tradizionalmente presenti su un device.

Il posteriore è lucido, probabilmente in vetro, e trattiene un sacco di impronte. Le uniche cose che ospita sono il comparto fotografico, molto essenziale, ed un connettore magnetico: ci sono tre fori centrali allineati verticalmente, due per le camere ed uno per il flash, ed in basso una serie di dentini che servono a ricaricare la batteria. Non ci sono pulsanti fisici, ma il lato destro è sensibile alla pressione nella parte alta e permette – premendo in tre punti – di modificare il volume ed accendere e spegnere il device.

Sul frontale c’è soltanto lo schermo da 6,39″ che ospita un lettore d’impronte digitali posizionato proprio al di sotto dello schermo: l’area d’azione è ampia, si può sbloccare il device da diversi punti e sembra anche piuttosto rapidamente. Non ci sono speaker audio, la diffusione avviene tramite un sistema piezoelettrico, c’è però un foro per il microfono. Sul prototipo non compare alcuna camera frontale, ma è probabile che nella versione definitiva sarà presente una sorta di meccanismo pop-up per integrarla.

Il video hands-on mostra esattamente lo smartphone che ci aspettavamo dopo averlo scoperto durante la sua ufficializzazione. Come già anticipato, siamo scettici: un terminale di questo genere potrebbe essere compatibile con la realtà? Soprattutto sotto il punto di vista dell’assenza di porta USB: tutto è affidato alla connettività wireless ad eccezione della ricarica della batteria. Manca anche lo slot per la nano SIM dunque, perché uno standard di questo genere possa considerarsi valido, è necessario che anche le eSIM si diffondano in massa.