Recuperare un vecchio smartphone Android e trasformarlo in un dispositivo dedicato esclusivamente ad Android Auto può essere una soluzione interessante per chi trascorre molto tempo in automobile. L’obiettivo non è ottenere maggiori prestazioni dal sistema di infotainment, ma evitare che sia lo smartphone utilizzato tutti i giorni a dover gestire per ore navigazione, streaming, connessioni wireless e, contemporaneamente, ricarica.
Il problema diventa particolarmente evidente durante i viaggi lunghi. Utilizzare Google Maps significa mantenere attivi localizzazione, connessione dati e calcolo della navigazione; contemporaneamente Android Auto può gestire musica, podcast, notifiche, messaggi e chiamate. Con Android Auto wireless si aggiungono inoltre le comunicazioni necessarie per mantenere il collegamento con l’automobile.
Se lo smartphone viene contemporaneamente ricaricato in modalità wireless, e magari si trova in un abitacolo già caldo, la temperatura può aumentare sensibilmente.
La soluzione consiste nel separare i due ruoli: il telefono principale rimane in tasca o comunque inutilizzato, mentre un vecchio Android si occupa stabilmente dell’esperienza Android Auto.
Perché Android Auto può far aumentare la temperatura
È importante chiarire che Android Auto non provoca necessariamente un vero surriscaldamento. Gli smartphone moderni sono progettati per gestire carichi di questo tipo e dispongono di sistemi di protezione termica.
Le condizioni di utilizzo possono però favorire un aumento della temperatura.
Navigazione GPS, rete mobile, streaming audio e comunicazione con il sistema dell’automobile richiedono energia. A questo può aggiungersi quella prodotta durante la ricarica. La ricarica wireless tende inoltre a generare più calore rispetto a un collegamento cablato efficiente, perché parte dell’energia viene inevitabilmente dissipata durante il trasferimento induttivo.
L’ambiente automobilistico può peggiorare ulteriormente la situazione: uno smartphone collocato vicino al parabrezza può essere esposto direttamente alla luce solare proprio mentre sta eseguendo navigazione e ricarica.
Non sorprende quindi che alcuni telefoni riducano la velocità di ricarica o le prestazioni quando raggiungono determinate temperature.
Perché utilizzare un secondo smartphone
L’idea è trasformare un vecchio telefono in una sorta di modulo dedicato all’infotainment.
Non deve comportarsi come un secondo smartphone completo. Può essere configurato con il minimo indispensabile: Google Maps, un servizio musicale, un’applicazione per podcast e le eventuali app di messaggistica che si desidera utilizzare attraverso Android Auto.
Il dispositivo può essere collegato via USB alla porta dell’automobile. Accendendo la vettura, Android Auto può così avviarsi senza dover ogni volta collegare il telefono principale.
Per la navigazione quotidiana è una configurazione particolarmente comoda: Maps rimane disponibile per controllare traffico, incidenti e percorso anche quando la strada è già conosciuta.
Il vantaggio principale riguarda il telefono utilizzato ogni giorno
L’aspetto più interessante è la possibilità di ridurre lo stress termico sullo smartphone principale.
Le batterie agli ioni di litio sono componenti soggetti a invecchiamento e le temperature elevate rappresentano uno dei fattori che possono accelerarne il degrado. Utilizzare per ore uno smartphone impegnato nella navigazione mentre viene contemporaneamente ricaricato non significa rovinarne automaticamente la batteria, ma ridurre l’esposizione prolungata al calore rimane una buona pratica.
Un dispositivo secondario sposta semplicemente questo carico altrove.
La distinzione è fondamentale: il vecchio smartphone non elimina il calore prodotto dall’utilizzo di Android Auto. È il dispositivo principale a non essere più sottoposto a quelle condizioni.
Per chi cambia telefono frequentemente, il vantaggio potrebbe essere trascurabile. Per chi acquista uno smartphone costoso e intende conservarlo quattro o cinque anni, invece, può diventare una considerazione più interessante.
Non è necessaria una seconda SIM
Il principale ostacolo è la connessione Internet. Google Maps necessita della rete per ottenere informazioni aggiornate sul traffico e molte applicazioni musicali devono collegarsi ai propri server.
Non è però obbligatorio sottoscrivere un secondo abbonamento telefonico.
Il telefono principale può creare un hotspot Wi-Fi personale, mentre quello dedicato ad Android Auto viene configurato per collegarsi automaticamente alla rete.
La divisione dei compiti diventa quindi abbastanza semplice: il telefono principale fornisce la connessione Internet, mentre il secondo esegue Android Auto e le applicazioni utilizzate sul display dell’automobile.
L’hotspot continua naturalmente a consumare energia sul dispositivo principale, ma il carico è differente rispetto alla gestione simultanea di Android Auto, GPS, navigazione e streaming.
Le mappe offline possono ridurre la dipendenza dall’hotspot
Google Maps permette inoltre di scaricare determinate aree per utilizzarle offline.
Preparare sul telefono dedicato le mappe delle zone percorse più frequentemente può essere utile sia per ridurre il traffico dati sia per continuare a navigare quando la copertura cellulare è scarsa.
Le mappe offline non sostituiscono completamente Internet: traffico in tempo reale e altre informazioni dinamiche dipendono comunque dalla connessione. Possono però rendere il sistema più autonomo.
Lo stesso principio può essere applicato alla musica. Spotify, YouTube Music e altri servizi permettono, a seconda dell’abbonamento utilizzato, di scaricare playlist e contenuti per l’ascolto offline.
Come gestire WhatsApp e i messaggi
Un telefono secondario presenta un’altra complicazione: Android Auto può interagire soltanto con le applicazioni e gli account disponibili sul dispositivo che sta eseguendo il sistema.
Nel caso di WhatsApp, una possibile soluzione consiste nell’utilizzare la funzione per i dispositivi collegati, associando il vecchio smartphone allo stesso account utilizzato sul telefono principale.
In questo modo, quando il dispositivo dell’auto dispone di una connessione Internet, può ricevere i messaggi necessari all’integrazione con Android Auto.
Per altri servizi di messaggistica la situazione può essere differente e va verificata caso per caso.
Bisogna inoltre considerare la privacy. Un telefono lasciato nell’automobile e configurato con account personali rimane un dispositivo contenente informazioni sensibili. PIN, password o protezione biometrica sono quindi indispensabili, così come può essere utile nascondere il contenuto delle notifiche sulla schermata di blocco.
Il vecchio telefono dovrebbe essere configurato in modo minimale
Un vantaggio di un dispositivo dedicato consiste proprio nella possibilità di eliminare tutto ciò che non serve.
Non occorrono social network, videogiochi o decine di applicazioni in background. Una configurazione essenziale può comprendere soltanto:
- Google Maps o un altro navigatore compatibile;
- applicazioni musicali e podcast;
- eventuali servizi di messaggistica;
- Android Auto e i servizi Google necessari;
- applicazioni dell’automobile eventualmente richieste.
Ridurre il numero delle applicazioni significa anche avere meno aggiornamenti, notifiche e processi in background da gestire.
Un vecchio smartphone di fascia alta può essere particolarmente adatto perché, pur avendo qualche anno, dispone generalmente di potenza più che sufficiente per un utilizzo di questo tipo.
La ricarica via cavo può essere un ulteriore vantaggio
Un telefono dedicato può essere lasciato collegato alla porta USB utilizzata per Android Auto cablato.
In questo scenario si evita anche la necessità di utilizzare la ricarica wireless. Il collegamento USB trasporta dati e contemporaneamente alimenta il dispositivo, anche se comportamento e potenza dipendono dall’automobile.
C’è però un dettaglio da non sottovalutare: non tutti i cavi USB sono adatti ad Android Auto. Un cavo progettato esclusivamente per la ricarica non può stabilire la connessione dati necessaria, mentre cavi deteriorati o di scarsa qualità possono provocare disconnessioni.
Per una configurazione destinata a rimanere stabilmente in automobile conviene quindi utilizzare un cavo dati corto, affidabile e in buone condizioni.
Attenzione alla batteria del vecchio smartphone
Proteggere il telefono principale significa inevitabilmente trasferire parte dell’usura sul dispositivo secondario.
Se rimane collegato per molte ore, quest’ultimo può trascorrere parecchio tempo vicino al 100% di carica. Alcuni smartphone dispongono di funzioni che limitano la ricarica all’80% o adottano sistemi di protezione della batteria: quando disponibili, possono essere particolarmente adatti a questo scenario.
Prima di utilizzare un dispositivo molto vecchio è inoltre opportuno controllarne la batteria. Se la scocca o il display iniziano a sollevarsi, oppure la batteria mostra altri segni di rigonfiamento, il telefono non dovrebbe essere utilizzato né lasciato in carica.
Il problema più serio è lasciare lo smartphone nell’auto parcheggiata
C’è infine un limite che può rendere poco consigliabile lasciare permanentemente il dispositivo nell’abitacolo: le temperature estreme.
Un’automobile parcheggiata al sole può diventare rapidamente un ambiente molto più caldo rispetto alla temperatura esterna. È una condizione sfavorevole per qualsiasi dispositivo elettronico e soprattutto per una batteria agli ioni di litio.
Durante l’estate è quindi preferibile non lasciare il telefono per ore all’interno di un’automobile esposta al sole. Lo stesso principio vale, all’estremo opposto, nelle località caratterizzate da temperature invernali particolarmente rigide.
Il dispositivo dedicato dovrebbe inoltre essere posizionato lontano dal parabrezza e dalla luce solare diretta.
Quando questa soluzione ha davvero senso
Utilizzare due telefoni soltanto per Android Auto sarebbe inutilmente complicato per chi guida poco o non riscontra problemi di temperatura.
La situazione cambia per chi trascorre molte ore in automobile, utilizza quotidianamente navigazione e streaming e possiede già uno smartphone Android inutilizzato. In questo caso non è necessario acquistare hardware aggiuntivo e un dispositivo altrimenti destinato a rimanere in un cassetto può trovare una seconda funzione.
Il telefono principale può rimanere in tasca, evitando continue sessioni di ricarica e un carico termico aggiuntivo, mentre quello più vecchio diventa parte integrante dell’esperienza in automobile.
Più che un trucco contro il surriscaldamento, quindi, si tratta di una divisione intelligente dei compiti: utilizzare un dispositivo ancora perfettamente funzionante per le attività relativamente semplici richieste da Android Auto e lasciare al riparo lo smartphone che deve accompagnarci per il resto della giornata.