Il genio che ha rivoluzionato il mondo dei computer e della telefonia con la sua capacità «visionaria» sarà protagonista assoluto al 53° New York Film Festival. Kent Jones, direttore del festival, ha detto che lo «Steve Jobs» di Danny Boyle sfida le aspettative e ha un approccio non convenzionale per raccontare la vita del rivoluzionario digitale.

Il film sul padre dell’iPhone, basato sulla biografia di Walter Isaacson, interpretato da Michael Fassbender nel ruolo di Jobs stesso, è stato scritto da Aaron Sorkin e diretto dal premio Oscar Danny Boyle, regista acclamatissimo per The millionaire.

«Sono onorato che il nostro film sia stato scelto come Centerpiece (letteralmente centrotavola, n.d.r.) del festival di quest'anno», ha detto Boyle. «Sono contemporaneamente entusiasta e terrorizzato, al contrario del protagonista del nostro film che si sarebbe trovato completamente a suo agio». Il regista vede Jobs come «un personaggio estremamente contraddittorio e complesso che ha forgiato la nostra era digitale. È quel tipo di personaggio brillante, imperfetto che Shakespeare avrebbe gustato scrivendo».

È curioso notare come Sorkin, autore del copione, si sia occupato cinematograficamente qualche anno fa di un altro colosso della rivoluzione digitale, Mark Zuckerberg, come autore dello script del film «The Social Network», segno, evidentemente, di come la vita digitale, in questa epoca, abbia sconfinato in quella cosidetta «reale» sfumandone i "confini".

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