Si sa, l’ispirazione – in qualsiasi campo parliamo – può venire in determinati momenti e in diversi modi. Può succedere che un creativo si ritrovi a plagiare un altro contenuto senza nemmeno saperlo: sì, capita. Inutile negarlo. Per preservare il diritto d’autore e la proprietà intellettuale di ciascun artista, Spotify quindi, ha messo a punto uno strumento volto ad aiutare i cantautori e i parolieri ad evitarlo.

Spotify: il brevetto per aiutare i cantautori a non intraprendere battaglie legali

La musica è un universo estremamente vasto ed estremamente ricco, ma le note ed i ritmi, in particolare, non essendo infiniti da un punto di vista puramente matematico, possono finire per confondere gli artisti. I casi di plagio sono sempre più numerosi (spesso all’insaputa degli artisti stessi) perché oggi la creazione di una canzone è un atto alla portata di tutti. Ogni giorno spuntano fuori nuovi cantautori, musicisti, strumentisti e cantanti sul web… per fortuna, aggiungiamo noi!

Tuttavia, il plagio dovrebbe essere evitato, soprattutto durante la fase di creazione: è possibile però, che alcune canzoni suonino stranamente simili tra loro. Per aiutare i musicisti a evitare scenari spiacevoli, Spotify ha creato uno strumento all’uopo.

In un rapporto pubblicato da MBW, apprendiamo che si è appena scoperta l’esistenza di un brevetto depositato dall’azienda che descrive in dettaglio un tool antiplagio per gli artisti e che permette loro di verificare se il lavoro appena prodotto risulti simile ad altri già esistenti. Lo strumento funziona in un modo semplicissimo: i musicisti inviano le loro composizioni al sistema e il software verifica le somiglianze all’interno del database. That’s it.

In un certo senso, questo è molto simile agli strumenti che le università, in particolare, hanno a disposizione per controllare il plagio dei loro studenti. Questo trucchetto dovrebbe essere estremamente utile per gli utenti che non hanno alcuna intenzione di entrare in una battaglia legale – cosa che nessuno dovrebbe effettivamente fare intenzionalmente – specialmente se poi bisogna affrontare una grande casa di produzione. Detto questo, al momento si tratta solo di un brevetto. Nessuno sa se Spotify intende rilasciare una funzionalità come questa nel prossimo futuro. 

Fonte:BeGeek