Spotify compie un nuovo passo nella sua strategia sull’intelligenza artificiale con il lancio di “Talk to Spotify”, una nuova esperienza conversazionale che permette agli utenti Premium di interagire direttamente con la piattaforma tramite testo o voce. Il nuovo chatbot AI consente di cercare musica, creare playlist, ottenere informazioni su brani, podcast e audiolibri e perfino consultare il proprio storico di ascolto attraverso un dialogo naturale, senza dover navigare tra menu e schermate. La funzionalità è attualmente in fase beta e viene distribuita gradualmente negli Stati Uniti, in Irlanda e in Svezia agli utenti Premium maggiorenni che utilizzano Spotify in inglese.
Come funziona “Talk to Spotify”
La nuova funzione compare nella schermata Home e nella vista “In riproduzione” dell’app mobile. Da qui gli utenti possono avviare una conversazione digitando una richiesta oppure utilizzando il microfono per impartire comandi vocali.
L’obiettivo di Spotify è trasformare l’interazione con il servizio in un’esperienza più naturale. Invece di limitarsi a cercare un artista o una playlist, sarà possibile formulare richieste articolate come “fammi ascoltare artisti che non conosco ancora”, “aggiungi qualcosa di più energico” oppure “riproduci solo brani pubblicati negli ultimi anni”. Il chatbot mantiene il contesto della conversazione, consentendo di affinare progressivamente le richieste senza dover ricominciare ogni volta da zero.
Uno degli aspetti più interessanti della novità è la personalizzazione. Il chatbot può infatti utilizzare le informazioni già disponibili sull’account dell’utente, come playlist salvate, artisti preferiti, cronologia degli ascolti e contenuti riprodotti più frequentemente.
Questo permette di rispondere anche a domande molto specifiche, ad esempio quando è stata ascoltata per la prima volta una determinata canzone oppure quali sono stati i generi musicali predominanti negli ultimi mesi. È inoltre possibile chiedere informazioni sul brano in riproduzione, sull’autore di un audiolibro o sugli ospiti presenti in un podcast, trasformando Spotify in una sorta di assistente dedicato all’intrattenimento audio.
La nuova esperienza conversazionale non si limita alla riproduzione musicale. Spotify punta infatti a rendere più semplice l’esplorazione dell’intero catalogo della piattaforma, che oggi comprende anche podcast e audiolibri.
Gli utenti possono chiedere al chatbot di aggiungere brani alla coda di riproduzione, salvare canzoni nella libreria, seguire un artista oppure ottenere approfondimenti sui contenuti che stanno ascoltando. L’assistente AI diventa così un punto di accesso unico per gestire tutte le funzionalità dell’app senza passare continuamente da una sezione all’altra.
L’arrivo di “Talk to Spotify” rappresenta un ulteriore tassello nella strategia dell’azienda dedicata all’intelligenza artificiale. Negli ultimi anni la piattaforma ha introdotto strumenti come AI DJ, playlist generate tramite prompt e altre funzionalità basate sull’apprendimento automatico per personalizzare l’esperienza degli utenti.
Secondo Spotify, il nuovo chatbot utilizza una combinazione di tecnologie proprietarie e modelli AI sviluppati da diversi partner, scegliendo di volta in volta la soluzione più adatta al tipo di richiesta. L’azienda non ha però specificato quali modelli vengano impiegati dietro le quinte.
Disponibilità e limiti della versione beta
Come avviene per molte funzionalità sperimentali, il rilascio sarà graduale. Al momento “Talk to Spotify” è disponibile esclusivamente per gli utenti Premium maggiorenni negli Stati Uniti, in Irlanda e in Svezia, su dispositivi Android e iOS, con supporto limitato alla lingua inglese.
Spotify sottolinea inoltre che si tratta di una versione beta, motivo per cui le risposte del chatbot potrebbero non essere sempre precise o complete. I feedback raccolti durante questa fase serviranno a migliorare il servizio prima di un’eventuale espansione in altri mercati e lingue.