SoundCloud inizia a fare sul serio. Il noto sito tedesco di streaming musicale ha lanciato ieri “Go”: un servizio a pagamento che permette la fruizione dei brani presenti sulla piattaforma. In Rete se ne parlava da circa un anno, le voci giravano ma non c’era stata finora conferma. Dopo gli accordi con tre major del disco – quello con Sony Music è arrivato appena una settimana fa – SoundCloud parte dunque con una nuova strategia di distribuzione che mira ovviamente a far concorrenza diretta ad altri servizi simili, come Spotify, Tidal, Apple Music, Deezer, ecc.

SoundCloud app
SoundCloud app

Il servizio “pay” per il momento è disponibile solo negli Stati Uniti; l’azienda dichiara comunque che entro il 2016 sarà esteso anche ad altri mercati. Il costo della sottoscrizione varia a seconda dell’OS: 9,99 dollari per gli utenti che usano un apparecchio Android e 12,99 per quelli che usano iPhone e iPad. La cosa si spiegherebbe con il fatto che Apple pretende un 30% sugli acquisti effettuati attraverso il suo App Store. A SoundCloud Go comunque si può accedere anche dal desktop via web. Con un minimo di 10 dollari su base mensile, insomma, si ottiene un accesso illimitato a tutto il database di brani presenti sulla piattaforma, circa 125 milioni di tracce da 12 milioni di fonti creative diverse. Il servizio è ovviamente “ad-free”, ossia senza pubblicità durante lo streaming.

SoundCloud (app screenshot)
SoundCloud (app screenshot)

Con l’abbonamento “Go” SoundCloud mira a diventare il punto di riferimento non solo per utenti che producono remix, cover, mashup, bootleg (per lo più materiale non autorizzato), per artisti emergenti o per le etichette medio-piccole (soprattutto di indie, elettronica o house music) ma un po’ per tutte le tipologie di utenti, anche per chi è solo ascoltatore. Questa nuova direzione intrapresa, infatti, gli permette di posizionarsi come unico hub per tutte le attività che hanno a che fare con la distribuzione e l’ascolto della musica online. Lo stesso principio – anche se con direzione opposta – è quello che ha portato Apple ad aprire pochi giorni fa iTunes alle produzioni indipendenti e ai remix non ufficiali.

Il servizio a pagamento “Go” è apparso ieri dapprima nell’app iOS come semplice aggiunta non notificata – se non nelle note di log – e poi sull’app Android attraverso anche un redesign dell’interfaccia utente per il web. Stando a quanto riportato nel comunicato stampa ufficiale, il servizio “Go” permetterebbe agli utenti paganti di accedere anche a porzioni di dabatase – parecchie tracce audio – non disponibile agli utenti che accedono gratuitamente alla piattaforma. Quante siano queste tracce però non è dato sapere, né è chiaro dove siano state nascoste fino ad oggi. Crederci o no? Fatto sta che l’accesso “free” a SoundCloud rimane. Tocca vedere dunque come si differenzierà in dettaglio da quello a pagamento. Sono 175 milioni gli utenti che oggi accedono con regolarità al servizio gratuito: quanti di questi passeranno all’abbonamento mensile?

Va ricordato anche che l’azienda SoundCloud è stata in attivo per ben 4 anni di fila, ma nel 2014 ha chiuso il bilancio con un rosso di 39,14 milioni di euro, nonostante 17,35 milioni di euro di ricavi (da ascrivere principalmente agli abbonamenti per le versioni Pro e Pro Unlimited).

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