Siamo appena entrati nel sesto mese dell’anno ed è tempo di tirar le somme; stando al rapporto di Gartner (società per azioni multinazionale che si occupa di consulenza strategica, altresì di analisi e dati di vendita) sembra che le vendite globali di smartphone siano crollate del 20% nel primo trimestre dell’anno, ovviamente per via dell’attuale scenario pandemico che stiamo vivendo.

Smartphone: un settore in calo da tempo

A questo dato se ne sommano molti altri, decisamente non positivi o rosei. I primi tre mesi dell’anno corrente sono stati difficili per la categoria di prodotti mobili, già ampiamente in difficoltà. I primi cinque produttori mondiali di telefonia hanno registrato forti flessioni nel trimestre, con Xiaomi che ha svolto un ruolo fuori dalla norma, con un leggero aumento dell’1,4%, grazie alle vendite internazionali.

Analizzando i dati nello specifico, si nota come Samsung abbia registrato un calo del 22,7%, Huawei del 27,3%, Oppo del 19,1% ed Apple dell’8,2%. Tutte le altre compagnie hanno perso più del 24%. Numeri che possono non sembrare così spaventosi se letti ad un primo colpo d’occhio, ma che riassumono uno scenario tutt’altro che positivo quando si contano gli effetti proventi mancati.

Apple in particolare, sembra esser stata “la meno colpita” del quintetto, semplicemente per via di un inizio anno ricco di successi. Secondo quanto ammette Annette Zimmer di Gartner in un comunicato:

Se il CoVid-19 non si fosse verificato, Apple avrebbe probabilmente visto le sue vendite di iPhone raggiungere il livello record nel trimestre. Le interruzioni della catena di approvvigionamento e il calo della spesa dei consumatori hanno fermato questa tendenza positiva a febbraio.

La capacità dell’azienda di servire i clienti tramite i suoi negozi online e la sua produzione che è tornata ai livelli quasi normali alla fine di marzo ha contribuito a recuperare parte del momentum positivo iniziale.

I motivi sono i soliti che abbiamo già esaminato in questi mesi, quasi tutti relativi alla pandemia globale; fra tutti emerge la mancata circolazione del denaro a causa delle attività commerciali chiuse e dell’obbligo di restare nella propria abitazione, oltre che l’incertezza economica generale.

I problemi con le diverse catene di approvvigionamento globale invece, sono state un deterrente nella gestione dell’offerta, perché sì, non è stata solo la domanda ad avere una flessione, ma anche la produzione da parte degli impianti manifatturieri. L’Asia, prima regione colpita dal virus, è anche la sede delle principali fabbriche mondiali.

Inoltre il mercato degli smartphone era in calo da diverso tempo; complice un appiattimento dello sviluppo tecnologico dei modelli in uscita, complici i prodotti duraturi nel tempo grazie agli aggiornamenti costanti e all’ottima qualità degli stessi, le persone non trovavano motivo nel cambiare il proprio smartphone con la rapidità di pochi anni fa. Gli analisti si aspettavano che l’arrivo del 5G – così come dei nuovi foldable – contribuisse a dar una scocca al mercato, ma finora tutto tace.

Il recupero non si prospetta facile e sicuramente non immediato. Il futuro – anche per via della pandemia in atto – sembra essere incerto, in quanto i Paesi hanno iniziato il processo di riapertura delle attività commerciali, ma queste potrebbero venir frenate da una richiesta in calo con i cittadini più colpiti dalla crisi economica.

Fonte:TechCrunch