Samsung Trend Radar 2026: quasi metà degli italiani non usa ancora davvero l’intelligenza artificiale

Samsung Trend Radar 2026 rivela il gap tra conoscenza e uso reale dell’AI: il 42% degli italiani la usa poco o mai.

L’intelligenza artificiale è ormai entrata stabilmente nel dibattito pubblico e nei prodotti tecnologici di uso quotidiano, ma in Italia il rapporto con l’AI resta ancora superficiale. È quanto emerge dal nuovo Samsung Trend Radar 2026, realizzato in collaborazione con Toluna, che fotografa un Paese dove la tecnologia è diffusa ma la consapevolezza del suo reale utilizzo è ancora limitata.

Secondo l’indagine, il 42% degli italiani dichiara di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale poco o per nulla. Solo il 35% degli intervistati afferma invece di aver integrato l’AI con continuità nella propria routine quotidiana. Un dato che evidenzia un forte divario tra disponibilità delle tecnologie e adozione concreta nelle abitudini di tutti i giorni.

L’AI è conosciuta, ma spesso non viene riconosciuta

Il report mostra come l’intelligenza artificiale sia percepita ancora in modo riduttivo. Per il 56% degli italiani, infatti, l’AI coincide principalmente con chatbot in grado di rispondere alle domande, mentre il 47% pensa agli assistenti vocali e il 44% agli strumenti di traduzione automatica.

La conseguenza è una percezione limitata delle potenzialità dell’intelligenza artificiale come sistema integrato all’interno dei dispositivi tecnologici. Solo circa un terzo degli intervistati collega infatti l’AI alla smart home o agli elettrodomestici intelligenti.

Anche il livello di consapevolezza resta basso: il 58% degli italiani sostiene di avere soltanto una conoscenza superficiale dell’AI e il 65% ammette di non riuscire a identificarne concretamente la presenza nei dispositivi utilizzati ogni giorno.

Eppure, il potenziale della tecnologia viene riconosciuto. Il 71% degli intervistati considera l’AI utile per semplificare la vita quotidiana e risparmiare tempo, mentre la stessa percentuale dichiara di voler comprendere meglio il funzionamento di questi strumenti.

Smartphone e Smart TV ovunque, ma l’ecosistema AI convince poco

L’indagine conferma un’elevata diffusione dei dispositivi tecnologici in Italia. Il 93% possiede uno smartphone, l’82% un PC o laptop e l’80% una Smart TV. Tuttavia, la presenza capillare della tecnologia non coincide ancora con la percezione del valore dell’ecosistema connesso.

Solo il 15% degli italiani riconosce infatti l’integrazione tra dispositivi come uno dei principali vantaggi dell’intelligenza artificiale.

Anche nella smart home emergono limiti evidenti. Tra chi possiede elettrodomestici intelligenti, appena il 22% dichiara di affidarsi completamente alle funzionalità AI adattive. Un dato che, secondo Samsung, dimostra come il valore pratico di queste tecnologie non sia ancora pienamente compreso dagli utenti.

Samsung punta su un’AI invisibile e integrata

Nel commentare i risultati dello studio, Emanuele De Longhi ha sottolineato come il vero nodo non sia più la diffusione della tecnologia, ma la consapevolezza del suo utilizzo reale.

Per questo motivo Samsung continua a spingere sull’integrazione dell’AI nei propri ecosistemi. Nel settore TV, i nuovi modelli Neo QLED, OLED e Mini LED utilizzano sistemi AI per ottimizzare automaticamente immagini e audio in tempo reale. Negli elettrodomestici, funzioni come AI Wash e AI Energy Mode permettono di adattare consumi e prestazioni in base alle esigenze dell’utente.

Anche il comparto mobile evolve in questa direzione. La nuova serie Galaxy S26 introduce funzioni di Galaxy AI sempre più proattive, con strumenti come Now Brief, Now Nudge e integrazioni avanzate con assistenti AI come Gemini e Perplexity.

L’obiettivo dichiarato dall’azienda è rendere l’intelligenza artificiale una presenza sempre più naturale e invisibile, capace di semplificare le attività quotidiane senza richiedere competenze tecniche avanzate agli utenti.

Fonte: Samsung

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