Samsung Galaxy S27, brutte notizie per la fotocamera

Samsung avrebbe rinunciato all’apertura variabile sui Galaxy S27: costi e spessore avrebbero frenato il ritorno della tecnologia.
Samsung Galaxy S27, brutte notizie per la fotocamera

Samsung avrebbe deciso di fare marcia indietro su uno degli aggiornamenti fotografici più interessanti attesi per la futura famiglia Galaxy S27. Secondo le ultime indiscrezioni provenienti dalla Corea del Sud, il produttore avrebbe infatti abbandonato il progetto di riportare l’apertura variabile sulla fotocamera principale dei suoi smartphone di punta, una tecnologia già sperimentata diversi anni fa sui Galaxy S9 e Galaxy S10.

La novità era stata associata soprattutto al futuro Galaxy S27 Ultra, atteso nel 2027. Nei mesi scorsi erano emerse indicazioni secondo cui Samsung stava valutando concretamente il ritorno della tecnologia, arrivando a richiedere campioni di componenti ai propri partner. Le ultime informazioni suggeriscono però che i test non porteranno a un prodotto commerciale, almeno nella generazione S27.

Samsung avrebbe già testato i nuovi moduli fotografici

La ricostruzione riportata da 9to5Google, sulla base delle informazioni pubblicate dalla testata sudcoreana ETNews, indica che Samsung avrebbe deciso di non utilizzare fotocamere con apertura variabile sull’intera serie Galaxy S27. Tra le ragioni figurerebbero soprattutto l’aumento dei costi di produzione e la necessità di utilizzare moduli fotografici più spessi.

Secondo ulteriori indiscrezioni, Samsung avrebbe già valutato moduli realizzati da MCNEX e Samsung Electro-Mechanics, senza tuttavia considerarli adatti al prodotto finale. La decisione riguarderebbe non soltanto l’Ultra, ma potenzialmente tutti i dispositivi della futura gamma.

La scelta sarebbe quindi legata a un compromesso molto concreto. Inserire un meccanismo capace di modificare fisicamente l’apertura dell’obiettivo significa aggiungere componenti, complessità e ingombro all’interno di uno smartphone nel quale ogni millimetro disponibile è conteso da fotocamere, batteria, sistemi di raffreddamento e altri elementi.

Samsung conosce bene questa tecnologia. Sul Galaxy S9 introdotto nel 2018, la fotocamera principale poteva passare fisicamente tra f/1.5 e f/2.4. L’obiettivo era adattare maggiormente l’ottica alle condizioni della scena invece di affidare l’intero lavoro all’elaborazione software.

Un’apertura più ampia consente di far arrivare più luce al sensore, caratteristica particolarmente utile in condizioni di scarsa illuminazione. Chiudendo il diaframma è invece possibile intervenire sulla profondità di campo e sul comportamento ottico della fotocamera.

Su uno smartphone i vantaggi non raggiungono naturalmente quelli ottenibili con obiettivi intercambiabili di fotocamere mirrorless o DSLR. Proprio il rapporto tra benefici fotografici, costi e spazio occupato potrebbe aver contribuito alla decisione di Samsung.

A rendere più interessante il presunto dietrofront c’è Apple. Le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi indicano infatti che la società di Cupertino potrebbe adottare una soluzione con apertura variabile sugli iPhone 18 Pro. L’interesse iniziale di Samsung per questa tecnologia sarebbe stato almeno in parte una risposta alle mosse del principale concorrente nel mercato premium.

Se entrambi i rumor dovessero rivelarsi corretti, si produrrebbe una situazione curiosa: Samsung rinuncerebbe nel 2027 a una tecnologia che aveva già commercializzato nel 2018, proprio mentre Apple si preparerebbe a introdurla sulla propria gamma.

Va comunque sottolineato che né il Galaxy S27 né l’iPhone 18 Pro sono stati ancora presentati e le informazioni sulle rispettive fotocamere rimangono indiscrezioni. I progetti hardware possono inoltre cambiare durante lo sviluppo.

Galaxy S27 Ultra, gli altri aggiornamenti fotografici

La rinuncia all’apertura variabile non significa necessariamente che Samsung manterrà invariato il comparto fotografico della prossima generazione. Precedenti indiscrezioni hanno delineato una gamma S27 composta addirittura da quattro modelli, con l’arrivo di un possibile Galaxy S27 Pro accanto a Galaxy S27, S27+ e S27 Ultra.

Per S27 e S27+ si parla di un nuovo sensore principale da 50 megapixel, mentre Galaxy S27 Pro e Ultra potrebbero utilizzare una ultra-grandangolare da 50 megapixel e una nuova fotocamera frontale da 16 megapixel con autofocus. Per l’Ultra, il sensore principale dovrebbe continuare a collocarsi nella classe dei 200 megapixel, anche se le caratteristiche definitive non sono ancora note.

Sul tavolo ci sarebbero inoltre cambiamenti più ampi. Le indiscrezioni parlano dell’adozione di batterie al silicio-carbonio, tecnologia che potrebbe consentire a Samsung di migliorare il rapporto tra capacità e spazio occupato, anche se non sarebbe necessariamente accompagnata da un incremento particolarmente elevato della capacità nominale.

Resta poi da capire come Samsung ridisegnerà il sistema teleobiettivo dell’S27 Ultra. Le informazioni attualmente disponibili indicano che il modello potrebbe persino perdere una delle fotocamere tele presenti nelle configurazioni precedenti.

La fotografia rimane dunque uno dei fronti più incerti nello sviluppo della serie Galaxy S27. L’apertura variabile sembrava inizialmente candidata a diventare uno dei principali elementi distintivi della nuova generazione; ora Samsung sembra orientata a destinare spazio e costi ad altri componenti, mentre la configurazione definitiva dei suoi flagship 2027 continua a prendere forma.

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