Cari lettori di Telefonino.net, l’annosa questione che è sorta intorno alla decisione unilaterale di Tre, di porre un limite temporale alle autoricariche maturate entro il 31 dicembre 2006 (scadenza fissata il prossimo San Silvestro, l’ultimo dell’anno), ci ha convinti della necessità di sentire direttamente l’ufficio stampa di Trezzano sul Naviglio, a cui abbiamo dato la possibilità di rispondere via e-mail a qualche domanda per cercare di togliere i dubbi a quella fetta di utenza ancora destabilizzata dal messaggio ricevuto sul proprio cellulare nelle settimane scorse. Ecco le risposte che abbiamo ricevuto:

1. Quale necessità sta alle spalle della decisione di limitare la fruibilità del credito maturato tramite autoricarica? Si tratta solo del passaggio finale di un nuovo orientamento che parte dalla rimodulazione effettuata sulla ST+ qualche mese fa, o ci sono state altre necessità?

Una delle conseguenze del c.d. decreto Bersani è stata l’introduzione di una netta distinzione tra il credito telefonico acquistato dal cliente (che non ha scadenza) e il credito telefonico non acquistato, frutto per esempio di promozioni o di meccanismi di autoricarica che può, invece, avere scadenza. 3 Italia si è adeguata alla normativa. Per quanto riguarda il credito accumulato con autoricarica prima del decreto, abbiamo solo introdotto una scadenza temporale definita, il 31 dicembre 2007, per far fruire al cliente il bonus accumulato entro il 31 dicembre 2006. Questo perché nel corso delle normali operazioni di monitoraggio dei flussi di traffico sulla nostra rete, abbiamo accertato che una percentuale molto bassa di clienti non ha ad oggi ancora utilizzato vecchi crediti di traffico gratuito maturato fino al dicembre 2006, continuando ad accumulare volumi di autoricarica in alcuni casi anche molto significativi (persino nell’ordine delle migliaia di euro. In un caso, eclatante, l’importo aveva addirittura toccato quota 85 mila euro: a 10 centesimi al minuto, questo avrebbe significato 560 giorni di telefonate in ricezione, 24 ore al giorno…). All’elevatissimo accumulo di credito, faceva tuttavia riscontro una sostanziale inattività di questi stessi utenti nel consumo del traffico.

2. Quella che avete intrapreso è forse una via tortuosa, tanto che alcuni clienti minacciano di cambiare operatore (ma questo è il solito gioco delle parti). In generale, però, come rispondete a chi vi accusa di avere invertito una tendenza che porta Tre a essere molto simile agli altri operatori "tradizionali", quando invece prima pareva più dalla parte dell’utente finale?

3 Italia resta come sempre dalla parte dell’utente finale. Abbiamo scelto questa strada – per la verità niente affatto tortuosa – con due motivazioni: recuperare la finalità del bonus di autoricarica riconosciuto da 3, che è quella di incentivare l’utilizzo dei nostri servizi, e riordinare la gestione delle autoricariche esistenti alla luce del decreto Bersani. Nonostante questo, continuiamo ad essere un operatore diverso dagli altri: sul piano della capacità di fare innovazione e sul piano commerciale (basta guardare l’approccio che abbiamo verso il mondo Voip rispetto ai nostri concorrenti).

3. Come rispondete a chi sostiene che i tagli alle autoricariche siano una scelta intransigente, visto che grazie alle alte interconnessioni tra gli operatori siete riusciti, sempre tramite le autoricariche, a ottenere grossi introiti (tangibili, a differenza delle autoricariche che verranno annullate a fine anno)?

L’autoricarica ha un effetto tangibile sul portafoglio del cliente quando viene utilizzata per usufruire di servizi. Ricordiamo inoltre che il bonus non è stato annullato. Il cliente deve solo consumare entro fine anno solo il bonus accumulato nel corso del 2006.

4. Come sono stati selezionati i destinatari del messaggio che fissa il termine dell'autoricarica entro il 31 dicembre 2007?

Clienti che avevano accumulato un bonus significativo ma sostanzialmente inutilizzato per acquistare servizi.

5. Fin da quando è nata, Tre incoraggia il traffico telefonico, l'autoricarica, proponendo anche concorsi in cui si hanno possibilità di vincere maggiori, proprio se si riceve un volume importante di chiamate voce. Nello stesso tempo, però, Tre ritiene che alcuni clienti, quelli a cui è arrivato il famigerato messaggio, siano al limite della legalità. Non è contradditoria una posizione del genere, dato che, almeno all'inizio, non sussistevano tetti di autoricarica?

La finalità del bonus di autoricarica erogato da 3 Italia è quella di incentivare l’utilizzo dei servizi da parte del cliente, facendo del videofonino di 3 il terminale principale del cliente stesso. In questo ambito i concorsi rappresentano un’attività promozionale d’incentivazione. L’aver dato una scadenza ai bonus di traffico più vecchi obbedisce alle stesse logiche. Peraltro non è un mistero per nessuno che esista un mercato secondario online di Usim con migliaia di euro di autoricarica, che nulla ha a che fare con le finalità del meccanismo stesso di autoricarica.

6. Se io fossi un utente a cui è arrivato il messaggio che fissa la scadenza della propria autoricarica a fine anno, inizierei a telefonare per cercare di scaricare il credito, e sicuramente non sarei l'unico. E' vero però che intendete bloccare quelle sim il cui traffico generato eccede una certa soglia giornaliera? Se così fosse, non si tratterebbe di un controsenso? E, nel caso, come verrebbe calcolata questa soglia?

Il cliente può tranquillamente utilizzare il suo bonus, purché questo avvenga in modo corretto, secondo quanto previsto dai piani tariffari sottoscritti.

7. Come intendete rispondere ai propositi di chi intende schierare in campo i movimenti dei consumatori?

I movimenti di consumatori dovrebbero essere a fianco dei cittadini nel pretendere che il libero mercato non venga inquinato da prassi che avvantaggiano pochi e penalizzano tanti. 3 Italia, d’altro canto, è convinta della correttezza del proprio operato ed è certa di aver contribuito in misura determinante – così come ci riconoscono persino i nostri concorrenti – a modernizzare il mercato italiano negli ultimi 4 anni.

Queste le risposte dell'Ufficio Stampa di Tre Italia, che si è dimostrato molto disponibile nella risposta. Ci appare inutile fare un passo indietro e tornare sull’intera vicenda, ma possiamo riassumere i fatti ricordando come a circa 5.000 utenti di H3G Italia sia arrivato un SMS nefasto, relativo all’autoricarica maturata con i piani tariffari dalla stessa Tre, e che da priva di scadenza è passata in un batter d’ali a credito deperibile in un termine brevissimo.
Dopo una piccola riunione, in redazione abbiamo così formulato qualche domanda per il gestore telefonico, e qui sopra avete appena letto le risposte forniteci via e-mail nella serata di lunedì. Indubbiamente, tra voi ci sarà chi avrà storto il naso, gli indignati, o semplicemente chi non avrà creduto ai propri occhi.

Da parte nostra, abbiamo cercato di essere il più trasparenti e diretti possibile, in modo tale da poter poi fornire dei dati oggettivi a una situazione che per alcuni ha un vago contorno grottesco. Le risposte che sono giunte dall’Ufficio Stampa di Tre riescono a colmare qualche dubbio, ma non tutti.
E non serve leggere tra le righe, basta dare una rapida scorsa a quello riportato sopra. Iniziamo allora a cercare di comprendere insieme le risposte che ci sono state date, partendo, com’è ovvio, da quella formulata per la domanda iniziale. Come motivazione alla rimodulazione delle autoricariche è stata menzionato un adeguamento al cosiddetto Decreto Bersani.
Questa presa di posizione è però contraddittoria con il decreto stesso, per tre punti fondamentali (che si possono ritrovare in maniera più approfondita nel thread aperto sul forum da uno dei nostri moderatori, qui): A – il termine di trenta giorni entro il quale ci si sarebbe dovuti adeguare è ampiamente passato; B – non possono essere legittimati peggioramenti per il cliente, oltretutto retroattivi; C – la dicotomia che sorge tra la filosofia del decreto e la rimodulazione, che anziché tutelare l’utente finale, ne danneggia la possibilità operativa.
E proprio quest’ultima accezione è stata sfruttata più volte nel corso delle risposte restanti  per identificare i bersagli della rimodulazione, vale a dire tutti quei clienti che si sono ricaricati in maniera “aggressiva” senza poi andare a utilizzare il credito accumulato. In effetti, sussistono situazioni paradossali, di utenti che continuano ad accumulare credito senza poi beneficiarne in prima persona, tramite lo sfruttamento del traffico voce, internet, o altro.
Qui si vuole andare a colpire chi non sfrutta la propria ricarica per usufruire dei servizi di Tre. Peccato allora, aggiungiamo noi, che proprio con il credito maturato non si possano attivare quegli stessi servizi del gestore telefonico, vedi Naviga3. Il problema delle interconnessioni, di chi sfrutterebbe ricariche da Paperone per ricevere moneta sonante tramite gli 899, sono discorsi che stanno a un altro livello, e nei quali non ci vogliamo addentrare (attenzione, però, perché la stessa Tre glissa sulla domanda relativa ai guadagni ottenuti grazie alle interconnessioni altissime, quindi…). Di fondo rimangono una situazione anomala e un sottobosco che sono cresciuti proprio da una serie di bug nel sistema creato da H3G (volutamente o no, lasciamo a voi la risposta).
È senz’altro impossibile concepire che per una piccola fetta di utenti che si è ricaricata a tutto campo, la maggior parte debba con il tempo rischiare di perdere la propria ricarica, derivante da azioni sicuramente non illecite. E a supporto di questa tesi, l’aver fissato la scadenza a una data così imminente, penalizza ulteriormente coloro i quali hanno agito in buona fede, portando comunque un primo guadagno a Tre.
I prossimi mesi sono destinati a dar vita a una battaglia tra movimenti dei consumatori e gestore telefonico, il cui operato, come si legge in una delle ultime risposte, ha dato una grossa svolta al mercato italiano del settore, per ammissione di alcuni competitor.
I fatti negativi e sui quali riflettere, però, sono fondamentalmente due, e con questi vi lasciamo: 1 – gli stessi rivali di Tre hanno dovuto rivedere alcune tariffe in negativo, proprio a causa di alcuni meccanismi di autoricarica (vedi Tim Relax), con l’utente medio rimasto incastrato da una penalizzazione; 2 – l’operato di Tre non può che portare a un precedente. E in questo caso, come potrà il cliente fidarsi ancora dei vari “per sempre”, “illimitato”, “zero spese”, “tutto a zero”? Fortuna allora, vista la storia, che molti si dimentichino in fretta delle promesse disattese e delle speranze disilluse.