Dopo il deludente lancio dell’Hydrogen One, un costoso device di nicchia che non è mai arrivato in Italia ma che si è rivelato uno dei flop più clamorosi del mercato mobile degli ultimi anni, RED continua a credere in un proprio futuro nel settore degli smartphone e dichiara ufficialmente di essere al lavoro sull’Hydrogen Two. Ad annunciarlo in un post sulla bacheca di RED è stato il fondatore dell’azienda, Jim Jannard.

Hydrogen One: i motivi del fallimento

Con il progetto Hydrogen One, l’azienda stelle e strisce puntava a un obiettivo piuttosto ambizioso: ottenere un ruolo da protagonista in un mercato altamente competitivo, forte dell’apprezzatissimo marchio RED e di specifiche altisonanti, come il display olografico. Questo avrebbe rivoluzionare l’esperienza visiva dei contenuti in mobilità, consentendo la visione d’immagini e filmati in tre dimensioni senza ricorrere all’utilizzo di occhiali o visori. Nei fatti però il progetto si è rivelato un pesantissimo buco nell’acqua per l’azienda americana, che ha rischiato d’incrinare anche la fiducia che molti utenti riponevano nel brand.

A dispetto di tutto, inaspettatamente, RED ha deciso di non chiudere con quello sfortunato progetto la propria esperienza nel mercato degli smartphone. Nel proprio post ufficiale, il fondatore dell’azienda, Jim Jannard, entra nel dettaglio dei motivi che hanno portato al fallimento del progetto Hydrogen One, annunciando al contempo che presto ci sarà un suo, si spera più fortunato, successore, chiamato Hydrogen Two.

Buona parte del fallimento viene imputata da Jannard all’azienda cinese alla quale RED si era affidata per la realizzazione del device, che non si sarebbe rivelata all’altezza degli standard richiesti da RED. Tra gli aspetti che più venivano criticati al primo modello di smartphone RED c’era il modulo della fotocamera e l’infinita attesa per i moduli con cui Hydrogen One sarebbe dovuto essere compatibile. Tutto sarebbe dovuto all’incapacità del primo partner cinese.

Nel post di Jannard si legge:

Abbiamo scelto un ODM in Cina per preparare l’Hydrogen One per la produzione da parte di Foxconn. Mentre Foxconn è stato fantastico, il nostro ODM, che era responsabile dell’imballaggio meccanico del nostro progetto, comprese le nuove tecnologie insieme a tutta l’integrazione del software con il processore Qualcomm, ha notevolmente sottoperformato. Far sì che il nostro ODM in Cina completasse le funzionalità impegnate e risolvesse i problemi noti su Hydrogen One si è dimostrata essere una sfida impossibile.

Le promesse di Hydrogen Two

Per l’Hydrogen Two, l’azienda stelle e strisce si sarebbe affidata invece a un’altra azienda cinese di comprovata competenza e affidabilità. Il progetto è ripartito praticamente da zero e con esso RED lancerà anche i tanto attesi moduli, che saranno peraltro retrocompatibili con il primo modello (il cui prezzo superava i mille euro). In più, Jannard ha garantito che ogni proprietario di Hydrogen One riceverà un trattamento preferenziale significativo per Hydrogen Two sia in termini di tempi di consegna che di prezzi.

Fonte:RED