Le batterie degli smartphone stanno vivendo un’era pressoché sbilanciata. Se da una parte l’amperaggio/ora cresce molto lentamente, dall’altra i sistemi per la ricarica rapida si stanno evolvendo con una velocità impressionante.
I produttori di processori per il settore mobile stanno impiegando molti sforzi in questo settore. Qualcomm, ad esempio, a breve presenterà Quick Charge 4.0, la quarta generazione del suo sistema proprietario per la ricarica rapida delle batterie. Questo almeno è quanto riporta il sito Fudzilla.com.

Qualcomm Quick Charge
Qualcomm Quick Charge

La nuova versione della tecnologia di ricarica Qualcomm sarà talmente evoluta e potente da essere in grado di spingere sino a 28 Watt di potenza dentro un accumulatore. I competitor sono fermi al momento su soglie più basse: il sistema “Super Charge”, ideato da Huawei, arriva al massimo a 22,5W, mentre il VOOC di Oppo raggiunge al limite 20W. Anche la versione precedente della stessa Quick Charge (la 3.0) arrivava solo a 18W.
Sembra che Quick Charge 4.0 potrà erogare una carica da 5V (da 4,7A a 5,6A) oppure da 9V (a 4A); altri voltaggi più grandi, come 12V o 20V, dovrebbero essere esclusi, il che è un bene visto che le batterie al litio tendono a scaldarsi tantissimo se sottoposte a cariche ad alto voltaggio. A gestire il voltaggio è stata preposta una tecnologia smart denominata INOV (Intelligent Negotiation of Optimum Voltage), che si occupa appunto di determinare in autonomia quale sia il miglior voltaggio per la ricarica della batteria.

Qualcomm Quick Charge
Qualcomm Quick Charge

In quali smartphone sarà impiegata la nuova tecnologia di Qualcomm? Ovviamente negli Android di prossima generazione, siano essi smartphone, phablet o tablet – gli iPhone e gli iPad non usano chip Qualcomm, almeno per il momento. Questo sembra ovvio ma c’è un grande punto interrogativo su questa faccenda. Pare infatti che Google stia cercando di imporre per tutti gli apparecchi Android uno standard unico per la ricarica rapida. Per i nuovi smartphone Pixel ad esempio ha adottato la tecnologia “Power Delivery” che funziona attraverso le porte USB Type C e che può raggiungere al massimo i 18W (anche se teoricamente pare si possa spingere sino a100W). Se davvero Mountain View riuscirà nei prossimi mesi a inserire una clausola vincolante che obblighi i produttori di smartphone Android ad usare il “Power Delivery” come sistema di ricarica, allora per Qualcomm e gli altri suoi competitor potrebbero essere problemi. Una mossa del genere quanto meno li costringerebbe a implementare una nuova edizione della propria tecnologia che si adatti allo standard “Power Delivery”, che lo supporti o che quanto meno non vada in conflitto.