A Milano, città simbolo di creatività, design e cultura visiva, OPPO ha scelto di raccontare il proprio nuovo approccio alla fotografia mobile attraverso una collaborazione d’eccezione con il fotografo e Creative Director Simone Bramante. Il protagonista dell’evento è stato il nuovo OPPO Find X9 Ultra, smartphone che l’azienda definisce apertamente come “Your Next Camera”, un dispositivo pensato non soltanto per scattare fotografie, ma per trasformare lo smartphone in uno strumento creativo sempre più vicino al linguaggio della fotografia professionale.
Durante un’esclusiva masterclass organizzata nel capoluogo lombardo, Bramante ha mostrato una selezione di immagini realizzate interamente con Find X9 Ultra, accompagnando i partecipanti dentro il suo approccio al visual storytelling: un metodo che mette al centro emozioni, luce e capacità di osservare il quotidiano da prospettive nuove.
“La fotografia nasce prima nello sguardo”
Uno dei concetti chiave emersi durante l’incontro riguarda proprio il rapporto tra tecnologia e creatività. Secondo Simone Bramante, la fotografia non inizia dalla tecnica o dalle impostazioni della fotocamera, ma dalla capacità di guardare il mondo in modo diverso.
“La fotografia inizia quando si comincia a guardare il mondo in modo diverso”, ha spiegato il fotografo durante la masterclass, sottolineando come lo smartphone debba diventare un’estensione naturale dell’occhio creativo e non un ostacolo tecnico.
Ed è proprio qui che OPPO punta a differenziarsi nel sempre più competitivo mercato dei cameraphone premium. Il nuovo Find X9 Ultra è stato progettato per rendere il processo fotografico il più immediato possibile, lasciando che il fotografo possa concentrarsi sulla scena e sulle emozioni senza interrompere il flusso creativo.
Secondo Bramante, una delle caratteristiche più sorprendenti del dispositivo è stata proprio la naturalezza dell’esperienza d’uso. “Invece di adattarmi al dispositivo, potevo semplicemente concentrarmi su ciò che volevo catturare”, ha raccontato.
Il ruolo della collaborazione con Hasselblad
Un elemento centrale dell’esperienza fotografica di OPPO resta la collaborazione con Hasselblad, storico marchio della fotografia professionale.
Da fotografo e utilizzatore Hasselblad di lunga data, Bramante ha evidenziato come Find X9 Ultra riesca a trasferire parte di quella filosofia fotografica nel mondo mobile. Non si tratta soltanto di filtri o simulazioni cromatiche, ma di una vera pipeline di imaging studiata per preservare:
- dettagli naturali;
- texture della pelle;
- gestione della luce;
- fedeltà cromatica.
Il nuovo Hasselblad Master Camera System consente inoltre di lavorare su focali molto diverse tra loro, passando rapidamente dal grandangolo fino a lunghe focali equivalenti superiori ai 139 mm senza interrompere l’esperienza di scatto.
Per Bramante, abituato a lavorare soprattutto tra i 28 mm e i 35 mm, questa flessibilità ha rappresentato una delle sorprese più interessanti del dispositivo.
La luce resta la vera sfida della fotografia mobile
Uno degli aspetti più delicati nella fotografia smartphone continua a essere la gestione della luce, soprattutto nei ritratti e nelle scene con forti contrasti.
Secondo Bramante, Find X9 Ultra è riuscito a convincerlo proprio nella capacità di mantenere una resa naturale anche nelle situazioni più complesse. “La luce è una sensazione. Gestirla è una delle cose più difficili nella fotografia”, ha spiegato durante l’evento.
Il sistema di imaging del dispositivo riesce infatti a preservare le texture della pelle e le transizioni tra luci e ombre senza creare l’effetto artificiale che spesso caratterizza molte elaborazioni AI aggressive presenti negli smartphone moderni.
Ed è qui che emerge uno dei trend più interessanti della fotografia mobile del 2026: l’intelligenza artificiale non viene più utilizzata soltanto per “migliorare” automaticamente l’immagine, ma sempre più per preservarne naturalezza e fedeltà visiva.
Meno editing, più autenticità
Un altro dettaglio sottolineato dal fotografo riguarda la ridotta necessità di post-produzione.
Secondo Bramante, molte immagini realizzate con Find X9 Ultra risultavano già molto vicine al risultato finale desiderato direttamente dallo scatto originale. “Quello che si vede è esattamente ciò che si ottiene”, ha raccontato parlando della nuova pipeline fotografica sviluppata da OPPO insieme ad Hasselblad.
Un approccio che riflette una trasformazione più ampia del settore smartphone: i produttori non stanno più cercando soltanto megapixel più elevati, ma esperienze fotografiche sempre più credibili, coerenti e cinematografiche.
Lo smartphone come nuova fotocamera creativa
Tra le immagini mostrate durante la masterclass, una fotografia scattata tra Emilia-Romagna e Veneto è diventata simbolo dell’intero progetto: il ritratto di una giovane donna sospesa tra luce e ombra mentre osserva l’orizzonte.
Per Bramante, quell’immagine rappresenta l’equilibrio tra persone, paesaggio ed emozione, ma anche il punto centrale dell’evoluzione della fotografia mobile moderna: non più semplice tecnologia, ma strumenti capaci di trasformare idee e sensazioni in storie visive. Ed è proprio questa la direzione che OPPO sembra voler seguire con Find X9 Ultra: non soltanto uno smartphone con una buona fotocamera, ma un dispositivo pensato per diventare davvero la “prossima fotocamera” di una nuova generazione di creator.