Dieci anni fa per comprare un Galaxy S7 in Italia servivano 729 euro. Oggi il Galaxy S26 parte da 1.029 euro. Guardando soltanto il cartellino, l’aumento sembra enorme: circa il 41%. Ma il confronto cambia parecchio quando si tiene conto dell’inflazione. Rivalutando il prezzo del Galaxy S7 con l’indice FOI dell’Istat, quei 729 euro del 2016 corrispondono oggi a circa 921 euro. Il Galaxy S26 costa quindi circa 108 euro in più in termini reali, con un aumento vicino al 12%.
Il divario esiste, ma è molto più contenuto di quanto suggeriscano i prezzi nominali.
Galaxy S7 contro Galaxy S26: da 729 a 1.029 euro
Samsung lanciò in Italia il Galaxy S7 a 729 euro e il Galaxy S7 edge a 829 euro. Entrambi partivano da 32 GB di memoria interna. Nel 2026 il Galaxy S26 parte invece da 1.029 euro nella versione da 256 GB. Il Galaxy S26+ sale a 1.289 euro, mentre il Galaxy S26 Ultra parte da 1.499 euro e raggiunge 1.999 euro con 1 TB di memoria.
Il confronto diretto tra S7 e S26 riguarda quindi il prezzo d’ingresso della rispettiva generazione, non configurazioni equivalenti: oggi Samsung offre otto volte lo spazio di archiviazione già dal modello base.
Il salto da 729 a 1.029 euro rimane comunque evidente. In termini nominali sono 300 euro in più. Rivalutando però i 729 euro del 2016, la distanza reale scende a circa 108 euro.
Anche la fascia media è aumentata molto meno di quanto sembra
La stessa dinamica emerge osservando la serie Galaxy A. Nel 2016 il Galaxy A3 costava 329 euro, mentre il Galaxy A5 partiva da 429 euro.
Dieci anni dopo, Galaxy A37 5G e Galaxy A57 5G vengono proposti rispettivamente a 449,90 e 549,90 euro (parliamo di listini ufficiali, non di street price dove chiaramente i prezzi sono decisamente più bassi). A prima vista sembrerebbe un rincaro consistente. Ma riportando i prezzi del 2016 ai valori del 2026, il quadro cambia: 329 euro equivalgono oggi a circa 415 euro, mentre 429 euro diventano circa 542 euro.
Il confronto tra Galaxy A5 e Galaxy A57 è quindi particolarmente interessante. Il primo costava 429 euro nel 2016; rivalutati oggi sono circa 542 euro. Il Galaxy A57 costa 549,90 euro. La differenza reale è minima.
E nel frattempo la fascia media Samsung ha guadagnato 5G, display più avanzati, fotocamere più sofisticate, molta più memoria e soprattutto diversi anni in più di supporto software.
Il vero aumento si vede sulla fascia Ultra
La situazione cambia nettamente salendo verso i modelli più costosi. Nel 2016 uno degli smartphone Samsung più ambiziosi era il Galaxy Note7, annunciato in Italia a 879 euro. La sua storia commerciale fu però brevissima a causa dei problemi alle batterie che portarono ai richiami e alla cancellazione del prodotto.
Rivalutati al 2026, quegli 879 euro equivalgono a circa 1.107 euro. Il Galaxy S26 Ultra parte oggi da 1.499 euro.
Qui il divario rimane importante anche dopo aver considerato l’inflazione: circa 392 euro, quindi all’incirca il 35% in più in termini reali.
È soprattutto ai vertici della gamma, quindi, che Samsung ha realmente spostato più in alto il prezzo di accesso.
I pieghevoli hanno creato una fascia che nel 2016 non esisteva
Poi ci sono gli smartphone foldable. Nel 2016 Samsung non aveva nulla di paragonabile nella propria gamma. Nel 2026 il Galaxy Z Flip8 parte da 1.379 euro, il Galaxy Z Fold8 da 2.099 euro e il Galaxy Z Fold8 Ultra da 2.299 euro. La configurazione da 1 TB del Fold8 Ultra arriva addirittura a 2.899 euro.
È qui che il mercato Samsung è cambiato davvero.
Dieci anni fa spendere quasi 3.000 euro per uno smartphone sarebbe stato fuori scala rispetto al listino dell’azienda. Oggi esiste invece una categoria premium costruita proprio sopra la soglia dei 2.000 euro.
Sulla fascia economica il confronto è meno semplice
Per i modelli entry-level bisogna essere più prudenti, perché nel 2016 i prezzi di strada cambiavano rapidamente e non sempre coincidevano con un listino Samsung uniforme.
Il Galaxy J3 2016, per esempio, si trovava in Italia intorno ai 170-190 euro, ma si trattava spesso di prezzi praticati dai rivenditori e non sempre direttamente confrontabili con gli MSRP ufficiali del 2026. Per questo è meglio non utilizzare il J3 come riferimento principale per stabilire quanto sia cambiato il prezzo della fascia economica.
I confronti più solidi rimangono quelli tra Galaxy S e Galaxy A, dove i listini italiani sono documentati con maggiore chiarezza.
Non è vero che i Galaxy costano semplicemente il doppio
Il confronto italiano racconta quindi una storia più interessante del semplice “gli smartphone sono diventati molto più cari”. Il Galaxy S26 costa nominalmente il 41% in più rispetto al Galaxy S7, ma correggendo per l’inflazione l’aumento reale scende a circa il 12%.
La fascia media è ancora più stabile: Galaxy A5 2016 e Galaxy A57 2026 hanno, una volta rivalutati, prezzi sorprendentemente vicini.
La vera escalation riguarda soprattutto Ultra e pieghevoli, dove Samsung ha costruito fasce di mercato che dieci anni fa praticamente non esistevano.
Il dato più curioso resta quello del Galaxy S7: 729 euro sembrano pochi rispetto ai 1.029 euro richiesti oggi per il Galaxy S26. Ma riportati ai valori del 2026 diventano circa 921 euro. La differenza resta, solo che è molto meno clamorosa di quanto suggerisca il cartellino.

![Samsung Galaxy Z Fold8, 256GB, Graphite [Versione Italiana]](https://m.media-amazon.com/images/I/31XrQRkHpqL._SL500_.jpg)