Tutti gli auricolari Bluetooth sembrano oggi similari: il modo in cui il mercato è stato inondato di proposte negli ultimi mesi, infatti, ha reso l’offerta sempre più indifferenziata lasciando soltanto agli sconti il timone delle scelte. Questo porta spesso al ribasso la qualità generale, fin quando non si ritrova la bussola della qualità per iniziare a distinguere ciò che vale e ciò che, semplicemente, funziona.

In questo quadro c’è un brand italiano che si fa notare per il modo in cui ha messo in campo il proprio lavoro di sviluppo per ricreare un modello di earbuds che sappia distinguersi sotto molti punti di vista: si tratta di Power X, dai cui laboratori sono nate le Power X AirPlus Pro. Li abbiamo provati, nel tentativo di distinguere proprio quegli elementi che possono fare la differenza in un dispositivo tanto piccolo, ma dalla funzione tanto delicata.

Power X AirPlus Pro

Come testare le AirPlus Pro? Con un esperimento sul campo, che possa immediatamente mettere alla prova gli auricolari per comprenderne punti di forza o di debolezza. Partiamo dal prezzo, pari a 89,99 euro, quindi mettiamoci in ascolto e in marcia.

Il nostro test

Per iniziare il nostro test abbiamo calzato scarpe da running, abbiamo aperto la confezione e l’accoppiamento con lo smartphone è stato immediato tramite Bluetooth 5.2. Quindi abbiamo impostato Spotify sul nostro Samsung Galaxy Note20 Ultra per dare il via all’allenamento. La scelta? Nirvana, “Heart-Shaped Box“. Al terzo secondo di riproduzione ecco il primo basso che attendevamo, ed è sufficientemente caldo e profondo da restituirci la prima buona sensazione: i driver dinamici da 13mm fanno il loro mestiere senza sbavature. Non resta quindi che mettersi a correre.

Power X AirPlus Pro

Quando parte il primo giro di batteria siamo già in strada ed arriva rapida la seconda buona sensazione: l’auricolare ha un ottimo grip nell’orecchio e non sembra dar segni di cedimento durante la corsa. Questa sensazione era tuttavia già anticipata dal presentimento: la forma del dispositivo, infatti, sposta decisamente il baricentro verso la parte interna al padiglione auricolare, rendendo la parte esterna estremamente leggera. Questa distribuzione di pesi contribuisce fortemente ad evitare che il movimento oscillatorio durante la corsa favorisca la fuoriuscita del device. Fortuna ha voluto che i gommini in dotazione fossero immediatamente adatti alla nostra conformazione, ma la fornitura in dotazione è tuttavia ampia e l’esperienza è dunque facilmente personalizzabile.

Quando passiamo al brano successivo della playlist, “All Apologies“, ci troviamo a dover affrontare un incrocio e per prudenza vogliamo fermare per pochi secondi la riproduzione: qui una nuova sensazione positiva: appoggiando il polpastrello sull’auricolare, si avverte chiaramente quello che alla vista è una scalanatura appena percettibile. Questa piccola “guida” sull’appendice tondeggiante dell’auricolare favorisce l’identificazione dell’area sensibile al tocco, consentendo così di spegnere o controllare molto facilmente gli auricolari. Il tempo di attraversare l’incrocio in sicurezza, quindi si riparte con un “tap” a colpo sicuro sulla medesima spigolatura tattile.

Una volta riattivati gli auricolari è stato molto chiaro l’effetto che è in grado di offrire la tecnologia avanzata ANC (Active Noice Control). Quella che un tempo ora era una tecnica ad esclusivo appannaggio di cuffie di alta gamma, oggi può essere ricreata su un auricolare di piccole dimensioni. Per chi non lo conoscesse: il processo funziona attraverso la creazione di un’onda sonora uguale e contraria a quella proveniente dall’esterno, andando così ad opporsi al rumore esterno e annullandolo, vibrazione contro vibrazione, con un chipset ANC in grado di agire chirurgicamente su ogni tipo di suono. I microfoni dedicati “ascoltano” il mondo esterno, captano le onde in arrivo, il chipset le inverte ed il meccanismo viene innescato. Così facendo non solo l’orecchio è fisicamente isolato dal mondo esterno, ma viene anche creata una barriera proattiva in grado di rispondere al meglio ad ogni sollecitazione per migliorare in modo estremo il contesto silenzioso entro cui si vanno a riprodurre musiche, podcast, chiamate o quant’altro. La cancellazione attiva del rumore cambia radicalmente l’esperienza d’ascolto e questo è noto: non tutti hanno però già avuto nell’orecchio un vantaggio simile riprodotto da un semplice auricolare. La corsa con le nostre Power X AirPlus Pro può dunque continuare nel silenzio di fondo che rende protagoniste le note.

Una raccomandazione: meglio tenere il volume relativamente basso. Gli auricolari risultano infatti molto potenti, tanto che abbiamo fatto la nostra corsa con un volume ben al di sotto della metà del percorso del cursore. Nessuna indecisione nel segnale, nemmeno quando – una volta tornati – ci siamo allontanati di oltre 12 metri dallo smartphone tra le mura dell’edificio (15 metri la copertura garantita).

Le caratteristiche

Le Power X AirPlus Pro sono conservate all’interno di una custodia di ricarica fatta in modo tale per cui, più che una custodia, appare come un vero involucro naturale. L’incavo entro cui gli auricolari vengono messi a riposo, infatti, è sinuoso e scavato come se gli auricolari fossero tutt’uno con la loro cover. Questa caratteristica consente all’auricolare di scivolare dentro la custodia fino ad un fermo aggancio magnetico che ne assicura la ricarica. La chiusura è altrettanto solida, consegnando una sensazione di solidità che non può che essere apprezzabile in una custodia protettiva e di ricarica.

Tra le specifiche il gruppo sottolinea come il tempo di ricarica 0-100% sia pari a circa 160 minuti, quantitativo che possiamo sostanzialmente confermare dalle nostre prove. L’autonomia in riproduzione è pari a circa 5 ore, dopodiché occorre riporre gli auricolari a riposo per procedere con la relativa ricarica.

Power X AirPlus Pro

Ma c’è un aspetto ulteriore a farsi notare: la custodia, che di fatto è un accumulatore in grado di prolungare l’autonomia delle AirPlus, può essere a sua volta ricaricato “wireless” semplicemente appoggiandolo su un comune tappetino di ricarica. Nessun cavo, insomma, né disordine, né necessità di avere adattatori di alcun tipo: è sufficiente riporre la custodia sul tappetino e la ricarica wireless ripristinerà la piena autonomia. Una volta posizionata a dovere, la custodia si arricchisce di un led arancione in conferma che diventa in seguito verde a caricamento completato.

Le AirPlus Pro garantiscono piena compatibilità sia con Android che con iOS e la custodia può essere ricaricata utilizzando il cavo Lightning in dotazione. Tenendo premuti i pulsanti “soft touch” per più di 1 secondo è possibile modificare le modalità di ascolto ed invocare l’aiuto di un assistente (quale potrebbe essere Siri). Nel nostro caso non abbiamo voluto disturbi: siamo passati ad “Angie” dei Rolling Stones e di autonomia residua ce n’è ancora assolutamente a sufficienza per mettere nero su bianco le nostre sensazioni di ascolto successive alla prova. Eccoci dunque su “Cry Baby” di Janis Joplin. Perché scegliere brani così datati? Perché è nelle imperfezioni di queste playlist che è possibile cercare al meglio tutte le sfumature di ascolto che un auricolare è in grado di abilitare.

Buon ascolto.

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