È proprio il peer to peer e la pirateria uno dei macigni più pesanti sulla strada che porta al futuro della telefonia. Per rendersene conto, basta vedere quanto è successo ieri: il voto storico al Parlamento europeo sul pacchetto Telecom si è incagliato appunto sulla questione del peer to peer, cioè se e come permettere il bando, da internet, degli utenti colti a scambiare file pirata.
Il pacchetto Telecom è un insieme di norme cruciali, che inaugureranno un nuovo corso per il settore e, se tutto va bene, dovrebbero andare in vigore dal 2010. Decidono questioni come il futuro delle reti di nuova generazione fisse e mobili, delle frequenze da adibire agli operatori e altro. In quest’altro c’è appunto il peer to peer. È successo che, dopo un lungo batti e ribatti, finalmente il testo del pacchetto Telecom è andato al voto nella seduta plenaria del Parlamento.

Se fosse passato così com’era arrivato al Parlamento, sarebbe stato approvato definitivamente. E invece: i parlamentari hanno inserito un emendamento, per meglio tutelare gli utenti internet. E così il testo è cambiato e ora torna al Consiglio, il 12 giugno. Il Consiglio potrà decidere se approvarlo com’è oppure modificarlo a sua volta- è lo stesso meccanismo che c’è Camera e Senato del Parlamento italiano. Il prossimo tentativo per far passare il pacchetto verrà fatto in Parlamento a settembre. L’emendamento chiede che gli utenti peer to peer possano essere disconnessi da internet solo a fronte della richiesta dell’autorità giudiziaria. Il testo precedente (andato in Parlamento e poi emendato) invece consentiva di disconnettere subito gli utenti e di aspettare l’autorizzazione dell’autorità in un secondo momento.

Cambia molto, per l’utente peer to peer, se passa un concetto o l’altro: diventa più o meno probabile perdere internet. Si noti come comunque questa posizione sia una via di mezzo rispetto a due estremi. Da una parte, quello che vorrebbe fare l’industria del copyright e che il governo Sarkozy sta cercando di far approvare in Francia, cioè disconnessione senza bisogno di passare dall’autorità giudiziaria. Dall’altra, quello che vogliono i sostenitori dei diritti degli utenti, cioè il divieto assoluto di disconnetterli (rendendo internet un diritto inalienabile del cittadino).
La strada sembra segnata, insomma: disconnettere gli utenti peer to peer, nei prossimi anni, diventerà possibile; ma con molte cautele, che potrebbero rendere quest’arma poco applicabile, nelle mani dell’industria. Non sarà facile né tempestivo ottenere l’ordine dall’autorità giudiziaria; non certo per singoli casi di semplici utenti: è impensabile avere dai giudici quelle centinaia di ordini al mese necessari per fare davvero da deterrente. Significherebbe oberare l’autorità di richieste (come se non esistessero altri reati…). Appunto per questo motivo l’industria preferiva saltare questo passaggio.

Forse allora l’industria premerà sui provider, con accordi perché rallentino il traffico peer to peer. Una strada resa possibile con lo stesso pacchetto Telecom, che contiene una norma che autorizza i provider a manipolare il traffico. E questa è una norma che, a differenza di quella sulla disconessione degli utenti, non è stata soggetto di dibattito. Dovrebbe quindi passare liscia.