La quinta generazione della tecnologia per telefona mobile si avvicina. Qualche giorno fa dei ricercatori dell’Università del Surrey (Regno Unito) sono riusciti a trasferire su reti wireless dati alla velocità di 1Tbps, ossia un terabit al secondo. La cifra è notevole, tanto da rappresentare un vero e proprio record. Il primato precedente pare appartenesse a Samsung, che nell’ottobre scorso era riuscita a raggiungere la velocità di 7,5 gigabit per secondo.

Se vogliamo essere precisi, il test di trasferimento dati wireless degno di nota è avvenuto nel “5G Innovation Center”, ossia nel dipartimento dell’Università del Surrey che si occupa di fare ricerca sulla quinta generazione di telefonica mobile. Il Professor Rahim Tafazolli – direttore di tale dipartimento – ha dichiarato che entro il 2018 sarà in grado di mostrare in pubblico il risultato che ha recentemente raggiunto in laboratorio. Il test in questione è avvenuto in una condizione ottimale: i dati hanno percorso solo 100 metri di distanza, seppur in modalità wireless, ma saranno necessari parecchi altri esperimenti prima di essere sicuri al 100 per cento che la tecnologia sia efficiente ed affidabile. Sono in molti infatti a dubitare che in condizioni normali si possa raggiungere tali velocità di picco.

Traliccio di telefonia mobile in Gran Bretagna
Traliccio di telefonia mobile in Gran Bretagna

Stando alle dichiarazioni dell’Ofcom – l’istituto governativo che si occupa di regolamentare il settore delle telecomunicazioni nel Regno Unito – la quinta generazione di telefonia mobile, però, probabilmente non sarà disponibile all’utenza prima del 2020, almeno non nella versione in grado di raggiungere queste ragguardevoli velocità. Per l’Italia la situazione non è differente: è ammissibile fare una stima simile, a grandi linee. Questa tecnologia superveloce, comunque, sarà in grado di usare uno spettro a frequenza molto alta e potrà essere utilizzata per vari usi: dalle transazioni finanziarie, sino alle proiezioni olografiche.

A mo’ di esempio, si tenga presente che la velocità di 1Tbps – che al momento è possibile raggiungere solo attraverso connessioni in fibra ottica – permette di scaricare teoricamente in un secondo 5 facce di un disco Blu-ray colme di dati. Un trasferimento del genere, insomma, è (sulla carta) 65.000 volte più veloce della media raggiunta dalla tecnologia 4G.
Tafazolli ritiene che, qualunque sia l’uso che si farà del 5G nel 2020 (o anche oltre), ci sarà comunque bisogno di basse latenze nei collegamenti diretti da punto a punto. Ed è proprio per questo che il suo team sta lavorando per far sì la tecnologia in questione possa garantire tempi di latenza inferiori al millisecondo – cosa attualmente non possibile con il 4G.

A beneficiare di questo aumento delle velocità di trasmissione dei dati, senza bisogno di fili, sarà ovviamente in primis il settore mobile, ma un po’ tutto il mondo digital in generale. Basti pensare al mercato dell’IoT (Internet of things) – ancora di là da esprimersi appieno – o alle applicazioni cloud, che sono tra noi da diversi anni ormai.