Negli ultimi mesi sulle strade europee sta comparendo sempre più spesso un nuovo segnale che sta attirando l’attenzione degli automobilisti: un rombo bianco su sfondo blu. Un simbolo ancora poco conosciuto, ma destinato a diventare sempre più importante con l’evoluzione della mobilità urbana.
Questo cartello indica le corsie HOV (High Occupancy Vehicle), ovvero corsie riservate ai veicoli con più persone a bordo. Nella maggior parte dei casi possono utilizzarle solo le auto con almeno due occupanti, quindi conducente più un passeggero. Le regole, però, possono variare: spesso l’accesso è consentito anche a taxi, autobus, motocicli, veicoli elettrici e mezzi per persone con mobilità ridotta.
Queste corsie sono generalmente posizionate sulla parte sinistra della carreggiata e possono essere accompagnate da pannelli aggiuntivi che specificano dettagli importanti, come il numero minimo di passeggeri (2+ o 3+) oppure gli orari di attivazione.
Il sistema non è una novità assoluta: le corsie HOV nascono in Nord America negli anni ’70, con l’obiettivo di ridurre traffico e inquinamento nelle grandi città. In alcuni casi, chi viaggia da solo può accedervi pagando un pedaggio, ma si tratta di eccezioni.
In Europa, la diffusione è già realtà in Paesi come Francia e Spagna, dove il sistema è attivo su diverse arterie. I controlli sono spesso automatizzati tramite telecamere intelligenti capaci di verificare quante persone ci sono a bordo del veicolo.
Attenzione però alle sanzioni: chi utilizza queste corsie senza averne diritto rischia multe fino a 135 euro in Francia e oltre 200 euro in Spagna.
In Italia, al momento, le corsie HOV non sono ancora previste dal Codice della strada, ma la loro espansione in Europa potrebbe anticiparne l’introduzione. L’obiettivo è chiaro: incentivare il carpooling, ridurre il numero di auto in circolazione e migliorare la qualità dell’aria nelle città.