Le notizie che davano Cyanogen intenta a sviluppare un OS alternativo Android non sono fondate. Anzi, se vogliamo, sono del tutto errate. Le vere intenzioni dell’azienda guidata da Kirt McMaster sono diametralmente opposte.. Al Mobile World Congress di Barcellona Cyanogen ha presentato una nuova piattaforma che permette agli sviluppatori indipendenti di creare un nuovo tipo di app per il sistema Android – denominate mods – in grado di accedere a parti dell’OS che sinora erano appannaggio esclusivo di Google.

Cyanogen Mod
Cyanogen Mod

Le mods possono sfruttare funzionalità dell’OS che per il momento sono accessibili solo alle app proprietarie di Google, integrarsi cioè con Android ad un livello molto profondo. Questo teoricamente darebbe a Cyanogen – o meglio ai dispositivi su cui è installato – la possibilità di avere una marcia in più rispetto a tutti gli altri concorrenti e alle loro UI proprietarie. In altre parole la versione Cyano di Android sta cercando di differenziarsi da tutte le altre ROM che ci sono in giro. La nuova API, rilasciata attraverso un PDK (Platform Developer Kit), contiene infatti elementi che servono per creare nuovi software che vadano ad integrarsi perfettamente nella struttura di Android.

Cyanogen Mods
Cyanogen Mods

Ad esempio Microsoft – che è uno dei primi partner, nonché finanziatore di Cyanogen – sta già lanciando i primi software che sfruttano le possibilità delle mods: Cortana, Skype, One Note e Hyperlapse. Funzioni già previste nei Windows Phone ma che è impossibile far girare su Android – almeno fino ad oggi. Dire “Hey Cortana” e lanciare comandi vocali su Android, insomma, d’ora in poi sarà possibile. La cosa era possibile solo con Google Now – per ovvie ragioni. Google avrebbe voluto detenere l’esclusiva su questo tipo di funzionalità avanzate, ma Cyanogen ha deciso di spingersi oltre, portando in un certo senso Android oltre Android.

Cyanogen Mod Ready device
Cyanogen Mod Ready device

Le mods comunque non si potranno scaricare da un app store e installare in autonomia. Almeno per il momento. In futuro potrebbe esserci un marketplace, ma non è certo al 100%. Cyanogen intanto sta lavorando direttamente con gli sviluppatori e le software house per integrare le mods sui dispositivi di default, dentro la sua versione di Android, che sarà marchiata d’ora in poi come “Mod Ready”. Il mese prossimo è già prevista una prima release che arriverà sullo smartphone OnePlus One e sugli altri device in cui è presente al momento Cyanogen 13. Da questo rollout comunque sono escluse le vecchie versioni del sistema operativo.