MicroSD, stai guardando la sigla sbagliata: C10, U3, V30 e A2 non indicano la stessa velocità

MicroSD, C10, U3, V30, A2 ed E600 indicano velocità diverse: ecco quali sigle guardare davvero per video, app, console e trasferimenti dati.
MicroSD, stai guardando la sigla sbagliata: C10, U3, V30 e A2 non indicano la stessa velocità

Comprare una microSD dovrebbe essere semplice: si sceglie la capacità, un marchio affidabile e il gioco è fatto. Poi si guarda la scheda e compaiono C10, U3, V30, A2, numeri romani e velocità da 200 MB/s tutte concentrate su pochi centimetri di plastica.

Il problema è che queste sigle non misurano la stessa cosa. Una microSD può essere velocissima nel trasferire fotografie al computer e, contemporaneamente, non essere quella giusta per registrare video ad alto bitrate o eseguire applicazioni.

Il numero più grande sulla confezione, insomma, non è necessariamente quello che dovrebbe guidare l’acquisto.

C10, U3 e V30: sembrano uguali, ma non lo sono

Le classificazioni più comuni riguardano soprattutto la velocità minima di scrittura sequenziale, fondamentale quando il dispositivo deve registrare continuamente grandi quantità di dati.

La vecchia Speed Class utilizza sigle come C2, C4, C6 e C10. C10 garantisce almeno 10 MB/s in scrittura sequenziale.

Con UHS Speed Class sono arrivate U1 e U3: U1 corrisponde ad almeno 10 MB/s, mentre U3 garantisce almeno 30 MB/s.

Poi c’è Video Speed Class, riconoscibile dalla V: V6, V10, V30, V60 e V90 indicano rispettivamente velocità minime sostenute crescenti. Una V30 garantisce almeno 30 MB/s.

Ecco perché sulla stessa scheda possono comparire contemporaneamente C10, U3 e V30. Non sono tre modi per dire semplicemente che la scheda è “veloce”: appartengono a classificazioni differenti sviluppate per esigenze e generazioni tecnologiche diverse.

Se una videocamera richiede espressamente una V30, la scelta più semplice è acquistare una V30 anziché affidarsi al gigantesco numero stampato sulla confezione.

UHS-I, UHS-II e UHS-III indicano un’altra cosa

Il numero romano accanto alla sigla UHS non rappresenta invece una velocità minima garantita.

UHS-I, UHS-II e UHS-III identificano l’interfaccia di comunicazione tra scheda e dispositivo, quindi il limite teorico del collegamento.

UHS-I arriva secondo lo standard fino a 104 MB/s. UHS-II può raggiungere 312 MB/s, mentre UHS-III sale fino a 624 MB/s.

Questo non significa che qualsiasi scheda UHS-II trasferisca realmente dati a 312 MB/s. È il tetto dell’interfaccia: le prestazioni effettive dipendono dalla scheda e dal dispositivo che la utilizza.

Ed è anche il motivo per cui alcune microSD UHS-I pubblicizzano velocità superiori ai 104 MB/s sfruttando tecnologie proprietarie che richiedono lettori compatibili.

A1 e A2 servono soprattutto per app e piccoli file

Le sigle A1 e A2 cambiano nuovamente prospettiva.

In questo caso diventano importanti le prestazioni casuali, cioè quanto rapidamente la memoria riesce a leggere e scrivere tanti piccoli file. È un comportamento molto più vicino a quello richiesto da applicazioni e sistemi operativi che alla registrazione di un singolo enorme video.

A1 richiede almeno 1.500 IOPS in lettura casuale e 500 IOPS in scrittura, mentre A2 sale rispettivamente a 4.000 e 2.000 IOPS. Entrambe prevedono inoltre almeno 10 MB/s di prestazioni sequenziali.

C’è però un particolare importante: A2 richiede il supporto del dispositivo per sfruttare appieno tecnologie come Command Queuing e Cache. Comprare una scheda A2 per un vecchio apparecchio che non supporta queste funzioni non garantisce quindi automaticamente prestazioni superiori.

Con microSD Express arrivano E150, E300, E450 ed E600

L’ultima famiglia è quella delle SD Express Speed Class.

Le sigle E150, E300, E450 ed E600 indicano livelli minimi di prestazioni previsti per le schede SD Express, con valori rispettivamente di 150, 300, 450 e 600 MB/s secondo le condizioni definite dallo standard.

Queste schede stanno diventando più conosciute soprattutto grazie alle console.

La prima Nintendo Switch utilizza microSD tradizionali, mentre Nintendo Switch 2 richiede microSD Express per espandere lo spazio destinato ai giochi. Non è necessario scegliere per forza una specifica classe E: il requisito essenziale è che la scheda sia microSD Express.

Anche qui è il dispositivo a decidere. Una microSD Express inserita in hardware non progettato per sfruttarne l’interfaccia non offrirà automaticamente tutte le sue prestazioni.

Per registrare video guarda la V, non il numero enorme sulla scatola

Questa è probabilmente la regola più utile. Un produttore può pubblicizzare 190 o 200 MB/s in lettura, ma registrare video è soprattutto un problema di scrittura continua. Se la videocamera genera dati più rapidamente di quanto la scheda riesca a salvarli, il buffer interno prima o poi si riempie.

A quel punto possono comparire interruzioni, errori o limitazioni nella registrazione.

Una scheda da “200 MB/s” con classificazione V30 non garantisce 200 MB/s di scrittura sostenuta: V30 garantisce 30 MB/s minimi per quel tipo di carico.

Per trasferire rapidamente fotografie e filmati dalla scheda al computer, invece, la velocità massima in lettura torna ad avere molta più importanza.

La microSD migliore non è quindi necessariamente quella con il numero più alto. È quella con la certificazione richiesta dal dispositivo e dal tipo di utilizzo. Prima dell’acquisto conviene controllare il manuale della fotocamera, della console o dello smartphone: bastano pochi secondi per evitare di pagare di più per una velocità che il proprio dispositivo non potrà mai sfruttare.

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