Meta accelera sulla generative AI con una nuova applicazione pensata per trasformare chiunque in un creatore di videogiochi. La società ha infatti avviato il rilascio di Pocket, una piattaforma che consente di realizzare minigiochi interattivi semplicemente descrivendoli attraverso un prompt testuale. L’app, al momento distribuita in modo limitato e senza un annuncio ufficiale, rappresenta un ulteriore tassello della strategia con cui l’azienda punta a integrare l’intelligenza artificiale nei propri servizi e ad ampliare il proprio ecosistema creativo.
Pocket trasforma le idee in minigiochi
Pocket viene descritta da Meta come una piattaforma creativa per realizzare e condividere “gizmo”, ovvero esperienze interattive generate dall’intelligenza artificiale. In pratica, l’utente non deve conoscere linguaggi di programmazione né utilizzare strumenti di sviluppo tradizionali: basta descrivere l’idea del gioco e il sistema genera automaticamente un’esperienza giocabile.
Tra gli esempi mostrati figura un semplice scenario in cui un fiore si trasforma in un pennello virtuale con cui disegnare direttamente sul display dello smartphone. L’obiettivo non sembra essere quello di creare videogiochi complessi, ma piuttosto esperienze rapide, creative e facilmente condivisibili, in linea con il concetto di “vibe coding”, ovvero la creazione di applicazioni attraverso istruzioni in linguaggio naturale.
Sebbene l’app risulti già presente sugli store Android e iOS, Pocket non è ancora disponibile in tutti i Paesi. Anche il centro assistenza di Meta conferma che la distribuzione è graduale e che alcune funzionalità potrebbero non essere accessibili in tutte le aree geografiche.
L’azienda non ha ancora comunicato ufficialmente i mercati coinvolti nella fase iniziale né la data di un lancio globale. Le prime informazioni sono emerse grazie alle analisi dello sviluppatore Alessandro Paluzzi, noto per individuare in anticipo nuove funzionalità delle applicazioni Meta, mentre successivamente diverse testate hanno confermato che l’app era già comparsa sugli store digitali.
Il legame con Gizmo e la strategia di Meta
Pocket sembra nascere direttamente dall’esperienza maturata con Gizmo, un progetto sviluppato dalla startup Atma Sciences. Nei mesi scorsi Meta aveva infatti assunto il team della società e ottenuto una licenza per utilizzare la relativa tecnologia.
Anche la terminologia adottata nell’app richiama esplicitamente quel progetto: il termine “gizmo” viene utilizzato per identificare le esperienze interattive create dagli utenti, alimentando l’ipotesi che Pocket rappresenti l’evoluzione commerciale di quella tecnologia. Secondo diverse ricostruzioni, perfino il nome interno dell’applicazione sugli store farebbe riferimento a Gizmo.
Il debutto di Pocket conferma la crescente competizione nel settore delle piattaforme che permettono di creare contenuti interattivi sfruttando l’intelligenza artificiale. L’idea è abbassare drasticamente la barriera d’ingresso allo sviluppo di videogiochi, consentendo anche agli utenti privi di competenze tecniche di progettare esperienze personalizzate.
Per Meta si tratta inoltre di un’estensione della strategia che negli ultimi mesi ha portato l’intelligenza artificiale all’interno di numerosi prodotti dell’azienda. Dopo chatbot, strumenti creativi e funzionalità integrate nelle proprie piattaforme social, Pocket rappresenta un tentativo di conquistare anche il segmento dei contenuti interattivi generati dagli utenti.
Resta ora da capire se il pubblico accoglierà con interesse questo nuovo approccio e quando Meta deciderà di estendere la disponibilità dell’app a un numero maggiore di Paesi. Al momento Pocket appare come un progetto ancora in fase di sperimentazione, ma evidenzia chiaramente la direzione intrapresa dall’azienda: rendere la creazione di esperienze digitali sempre più accessibile grazie all’intelligenza artificiale.