Il mercato dei caschi per la realtà virtuale è ancora parecchio acerbo, ma a quanto pare si prospetta molto redditizio. Sono infatti tante le società che hanno realizzato un prodotto di questo tipo o che hanno già messo in cantiere un progetto per il suo sviluppo. Oltre ai grandi nomi, come Samsung, HTC, Sony, Microsoft, Facebook/Oculus VR, Google, Zeiss e Archos, esistono altre società, meno note, ma che sembrano aver comunque ideato soluzioni interessanti. Una di queste è la startup texana Merge VR. Il punto di forza del suo casco per realtà virtuale – presentato solo pochi giorni fa durante il gaming festival “Insomnia55” – sarà senza dubbio il prezzo; l’azienda ha infatti intenzione di venderlo ad appena 49,99 sterline.

Merge VR
Merge VR

Tecnicamente il sistema di Merge VR è più simile a Gear VR di Samsung, che ad Oculus Rift, difatti è stato concepito per essere usato con dispositivi mobili. Nell'alloggiamento frontale del casco prende posto uno smartphone ed è questo a fare il “lavoro sporco”, ossia ad occuparsi di tutto ciò che è necessario per fornire all’utente un’esperienza di visione immersiva. Peraltro il dispositivo di Merge è multi-piattaforma, ossia può funzionare sia con smartphone Android, che con iPhone, ed ha uno spazio per il device mobile così grande da poter ospitare anche grandi phablet, come quelli della linea Galaxy Note di Samsung.

Merge VR
Merge VR

Ad alcuni il design del casco Merge VR potrà sembrare spartano, altri storceranno il naso per il colore viola (troppo frivolo)? Ciò nonostante, i designer e gli ingegneri di questa startup hanno davvero fatto un gran lavoro sulla forma e soprattutto sui materiali. Questa specie di grossa maschera è molto leggera, morbida e parecchio igienica, dal momento che è stata realizzata con una schiuma hi-tech formata da cellule chiuse: un materiale che non assorbe sudore, pelle morta, polvere o altra sporcizia. Per di più, pare sia molto resistente. Il coordinatore marketing dell’azienda, tale Taryn Saavedra, ha dichiarato che il casco Merge VR è stato concepito per un uso massivo e quotidiano, cioè non è stato fatto per essere maneggiato con estrema cura, come se fosse di vetro. Chi l’ha provato – la redazione di Wired – dice anche che, quando lo si indossa, il visore riesce ad adattarsi facilmente alla forma del viso ed è molto comodo regolare le ottiche presenti al suo interno, per adattarlo alle diverse forme del volto, alla distanza tra gli occhi e all’angolo di visualizzazione (si spera anche alle diottrie).

Merge VR
Merge VR

Dal momento che il prodotto di Merge non è legato ad un solo modello di smartphone, i contenuti disponibili (così come la risoluzione massima a cui si potranno fruire) dipenderanno dal device a cui si abbinerà di volta in volta. Altro elemento interessante è la presenza di due tasti per l’interazione con le dita – sui concorrenti il più delle volte è uno solo. Questo sembra che sia stato particolarmente apprezzato dagli sviluppatori che stanno già studiando soluzioni – leggi software e contenuti – per sfruttare al meglio questa possibilità di intervento “raddoppiata”.

Il primo casco per realtà virtuale di Merge VR sarà venduto a partire dai primi di novembre, ma se siete nel Regno Unito potete già ordinarlo dal sito Game.co.uk.