Anche il televisore smart che abbiamo in salotto, prima o poi, smetterà di ricevere aggiornamenti software. Non significa che da un giorno all’altro diventerà inutilizzabile, ma con il passare degli anni potrebbe perdere nuove funzioni, patch di sicurezza e, soprattutto, la compatibilità con alcune delle applicazioni più utilizzate.
È un problema che riguarda anche i dispositivi basati su Google TV e Android TV, con una complicazione in più: a differenza di quanto avviene con alcuni altri produttori, non esiste una durata del supporto identica per tutti. Sony, TCL, Hisense, Xiaomi e gli altri marchi che utilizzano la piattaforma di Google possono infatti adottare politiche differenti a seconda del modello.
Capire quanto potrà durare una Google TV richiede quindi qualche verifica, soprattutto se il televisore ha già diversi anni sulle spalle.
Gli aggiornamenti della Google TV non durano per sempre
Il principio è molto simile a quello degli smartphone. Il produttore commercializza il dispositivo con una determinata versione del sistema operativo e, per un certo periodo, distribuisce aggiornamenti, correzioni e nuove versioni del software.
Arriva però un momento in cui il supporto ufficiale termina.
Nel caso delle Google TV la situazione può essere meno immediata da comprendere perché Google fornisce la piattaforma, mentre la gestione degli aggiornamenti del televisore dipende in gran parte dal produttore.
Questo significa che due TV acquistate nello stesso periodo e basate entrambe su Google TV potrebbero ricevere aggiornamenti per periodi differenti.
La fine degli aggiornamenti del sistema operativo, inoltre, non coincide necessariamente con la fine del funzionamento del televisore. Alcuni componenti della piattaforma Google e le singole applicazioni possono continuare ad aggiornarsi separatamente ancora per diverso tempo.
Sony, TCL, Hisense e Xiaomi: il supporto cambia a seconda del modello
Non tutti i produttori pubblicano una garanzia pluriennale valida per l’intera gamma di televisori Google TV.
Sony, ad esempio, può adottare periodi di supporto differenti a seconda del modello. Alcuni televisori Bravia più recenti possono continuare a ricevere aggiornamenti per diversi anni, ma è necessario verificare le informazioni relative allo specifico prodotto.
Una situazione simile riguarda TCL, che non applica necessariamente una politica unica e facilmente riconoscibile per tutti i televisori. Anche la disponibilità degli aggiornamenti di sicurezza può dipendere dall’anno di lancio e dal modello.
Per Hisense il discorso cambia inoltre a seconda del sistema operativo utilizzato. Il produttore adotta infatti anche la propria piattaforma VIDAA, mentre sui modelli Google TV le condizioni di supporto possono essere differenti e cambiare in base al mercato.
Anche Xiaomi e Redmi utilizzano Android TV o Google TV su numerosi televisori, ma la durata del supporto non va confusa con le politiche di aggiornamento che l’azienda applica ai propri smartphone.
La conseguenza è semplice: non basta sapere che il televisore utilizza Google TV per conoscere la sua durata software.
Come capire fino a quando sarà aggiornata la propria Google TV
Il primo elemento da individuare è il codice esatto del modello. Solitamente è disponibile nelle impostazioni del televisore, nella sezione dedicata alle informazioni sul dispositivo, oppure sull’etichetta collocata sul retro.
Una volta recuperato il modello, conviene consultare il sito di supporto del produttore e cercare la pagina dedicata al televisore. Qui possono essere pubblicati firmware, note sugli aggiornamenti, bollettini di sicurezza e informazioni sul periodo di supporto previsto.
È importante controllare anche l’anno di introduzione sul mercato. Il periodo di supporto viene infatti normalmente calcolato a partire dal lancio del prodotto e non dal giorno in cui il singolo utente lo ha acquistato.
Un televisore comprato in forte sconto nel 2026, ad esempio, potrebbe appartenere a una gamma arrivata sul mercato diversi anni prima e trovarsi quindi già in una fase avanzata del proprio ciclo di supporto.
Dalle impostazioni di Google TV è inoltre possibile verificare la versione di Android TV OS installata e la data dell’ultima patch di sicurezza. Se il dispositivo non riceve aggiornamenti da molto tempo, vale la pena controllare sul sito del produttore se esistono firmware più recenti.
Cosa succede quando finiscono gli aggiornamenti
La buona notizia è che una Google TV non smette di funzionare quando termina il supporto ufficiale.
Netflix, YouTube, Prime Video, Disney+ e le altre applicazioni installate possono continuare a funzionare per anni, soprattutto quando Google continua a supportare i componenti della piattaforma necessari al loro funzionamento.
I problemi emergono gradualmente.
Con il passare del tempo, una versione troppo vecchia del sistema operativo può non soddisfare più i requisiti richiesti dalle nuove versioni delle applicazioni. A quel punto un servizio potrebbe smettere di aggiornarsi oppure, nei casi più estremi, diventare completamente incompatibile con il televisore.
È già accaduto in passato con alcune generazioni particolarmente datate di Smart TV e dispositivi per lo streaming: il televisore continua ad accendersi e a funzionare, ma alcune app non sono più disponibili.
Un’altra conseguenza può essere il progressivo rallentamento dell’interfaccia, soprattutto quando applicazioni e servizi diventano più complessi rispetto a quelli per cui l’hardware era stato originariamente progettato.
Una TV vecchia può continuare a essere utilizzata con pochi euro
La fine del supporto software, fortunatamente, non obbliga necessariamente a sostituire il televisore.
Se il pannello continua a funzionare correttamente, è possibile collegare alla porta HDMI un dispositivo esterno recente, come una Fire TV Stick, un box Google TV o un lettore Roku nei mercati in cui è disponibile.
In questo modo il televisore diventa sostanzialmente uno schermo, mentre applicazioni, interfaccia e aggiornamenti vengono gestiti dal dispositivo esterno.
È anche uno dei motivi per cui le chiavette per lo streaming possono essere particolarmente utili sui televisori più vecchi: permettono di sostituire soltanto la componente “smart” senza rinunciare a un pannello che può avere ancora molti anni di utilizzo davanti a sé.