Uno dei problemi principali che ancora affliggono i dispositivi mobili, come gli smartphone, è l’autonomia energetica: in altre parole la loro carica non dura mai abbastanza. Le società produttrici di telefonini le stanno pensando tutte, dal ridurre il più possibile il dispendio energetico dei componenti (schermi in primis) all’aumentare la grandezza delle batterie, passando anche per l’ottimizzazione dei sistemi operativi.

Kyocera invece ha pensato ad altro. La prossima settimana, durante il MWC di Barcellona, l’azienda giapponese presenterà al mondo un prototipo di cellulare che si ricarica con la luce (sia essa artificiale o prodotto naturale dei raggi solari).
A dire il vero, l’utilizzo di pannelli solari per la ricarica di dispositivi portatili non è cosa nuova, ma di solito si tratta di apparecchi esterni, più o meno grandi, da collegare allo smartphone via USB o – nel migliore dei casi – di voluminose cover che integrano le celle atte a trasformare i raggi in energia. Con il prototipo di Kyocera però le cose cambiano, perché il dispositivo in grado di mutare la luce in energia elettrica è sul fronte dello smartphone stesso: ossia nello schermo. Dunque per ricaricare un siffatto cellulare sarà sufficiente esporlo ad un