L’atteso debutto del primo iPhone pieghevole potrebbe essere accompagnato da un problema già visto in passato: la difficoltà di soddisfare la domanda iniziale. Secondo le più recenti indiscrezioni provenienti dalla filiera produttiva e rilanciate dall’analista Ming-Chi Kuo, Apple potrebbe lanciare il dispositivo nella seconda metà del 2026, ma le disponibilità sarebbero limitate per diversi mesi a causa della complessità della produzione e dell’elevato interesse previsto da parte dei consumatori.
Produzione complessa e disponibilità ridotta
L’analista Ming-Chi Kuo, considerato una delle fonti più affidabili quando si parla della catena di fornitura Apple, sostiene che il primo smartphone pieghevole dell’azienda potrebbe ripetere quanto accaduto con iPhone X nel 2017. All’epoca, il dispositivo arrivò sul mercato con disponibilità limitate, costringendo molti acquirenti ad attendere settimane, se non mesi, prima della consegna.
Lo scenario potrebbe ripresentarsi anche con il futuro modello foldable. La produzione di massa di uno smartphone pieghevole richiede infatti componenti particolarmente sofisticati, a partire dal display flessibile e dal meccanismo della cerniera, elementi che rendono più difficile aumentare rapidamente i volumi produttivi. Secondo diverse indiscrezioni, Apple starebbe inoltre imponendo standard qualitativi molto elevati, rallentando inevitabilmente la fase di produzione iniziale.
Sebbene il mercato degli smartphone pieghevoli sia ormai presidiato da produttori come Samsung, Huawei e Motorola, Apple avrebbe scelto di attendere per presentare un prodotto che rispetti i propri standard di qualità.
Tra gli obiettivi del progetto ci sarebbe la realizzazione di un display con una piega praticamente invisibile, uno degli aspetti che ancora caratterizzano molti dispositivi concorrenti. Per raggiungere questo risultato, l’azienda starebbe sperimentando nuovi materiali e differenti soluzioni per il vetro ultrasottile flessibile, anche se le sfide tecniche non sarebbero ancora completamente superate.
Le indiscrezioni parlano inoltre di un dispositivo con design “a libro”, dotato di uno schermo esterno compatto e di un pannello interno di circa otto pollici una volta aperto, una configurazione ormai consolidata nel segmento premium dei pieghevoli.
Prezzo premium e domanda elevata
Un altro elemento destinato a limitare la diffusione iniziale potrebbe essere il prezzo. Le stime degli analisti parlano infatti di una cifra compresa tra i 2.000 e i 2.500 dollari, rendendo il primo iPhone pieghevole il modello più costoso mai commercializzato da Apple.
Nonostante il costo elevato, Kuo ritiene che la domanda potrebbe essere molto sostenuta. La forza del marchio Apple e l’interesse accumulato negli anni verso un iPhone pieghevole potrebbero infatti spingere molti utenti ad acquistarlo fin dal debutto, contribuendo a esaurire rapidamente le prime forniture.
Le indiscrezioni indicano che Apple starebbe pianificando una riorganizzazione del calendario di lancio degli iPhone proprio per fare spazio al nuovo modello pieghevole. L’obiettivo sarebbe presentarlo insieme ai futuri modelli Pro, differenziando invece l’arrivo delle versioni standard in un secondo momento. Una strategia che consentirebbe all’azienda di gestire meglio una gamma sempre più ampia e di concentrare l’attenzione sul nuovo dispositivo premium.
Se le previsioni dovessero rivelarsi corrette, il debutto del primo iPhone pieghevole rappresenterebbe uno dei lanci più importanti degli ultimi anni per Apple. Tuttavia, almeno nella fase iniziale, acquistarlo potrebbe non essere semplice: tra capacità produttiva limitata, controlli qualitativi rigorosi e una domanda attesa molto elevata, la disponibilità potrebbe rimanere ridotta per diversi mesi dopo la presentazione ufficiale.