L’addio agli schermi LCD da parte di Apple potrebbe essere vicino? L’ipotesi è in auge ormai da tempo, l’iPhone XR ne ha spostata in avanti la scadenza, ma il Wall Street Journal torna a rilanciarne la fattibilità ed a perimetrarne le conseguenze per l’intera industria dei display.

Finora la sponda LCD aveva consentito ad Apple di distinguere in modo netto i propri iPhone di fascia alta da quelli di fascia bassa e tale distinzione sembrava fin qui universalmente accettata come elemento standard di differenziazione tra le due offerte. Poi c’è stato il 2018, anno che per molti versi potrebbe identificare un prima e un dopo dell’evoluzione della gamma iPhone.

Dopo i dati deludenti di fine 2018, infatti, il gruppo ha la necessità di dare nuova linfa alla propria propulsione innovativa: c’è bisogno di novità di design, così come serve alzare l’asticella della qualità sulla fascia media (dove la concorrenza si sta facendo sempre più pressante). La risposta potrebbe essere in entrambi i casi la stessa: grazie ai display OLED si può osare di più in termini di qualità e di design, omologare l’offerta può essere una scelta obbligata in proiezione futura e l’abbandono degli LCD potrebbe essere una strada a senso unico.

Effetti immediati? Nessuno: la scelta dovrebbe essere in ottica 2020, mentre per la linea 2019 non è dato sapersi quali possano essere le scelte progettuali in essere. Certamente fin dai prossimi iPhone emergeranno le prime conseguenze del rallentamento di fine 2018, con Cupertino pronta ad un colpo di reni per dimostrare di essere padrona del destino della propria gamma smartphone.

Ad oggi tutto quel che è noto è come anche il Wall Street Journal sia pronto a scommettere sull’abbandono degli LCD da parte di Apple, così come si scommette sullo spostamento delle linee di produzione dalla Cina all’India per questioni geopolitiche: strategie di grande impatto economico sul comparto avranno inesorabili contraccolpi anzitutto in termini di design e di marketing. Il futuro degli iPhone di fascia media passa per le scelte progettuali che Cupertino sta vagliando oggi.

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    Fonte: Wall Street Journal