PsiKick, la startup fondata da alcuni professori dell’Università della Virginia e del Michigan nel 2012, sta facendo importanti passi avanti nella realizzazione di nuovi dispositivi destinati ad "Internet delle cose" con una caratteristica che ha il sapore della fantascienza: saranno autosussistenti.

Il nodo della tecnologia, espressa in maniera sintetica e comprensibile a tutti nella relativa sezione del loro sito ufficiale, è quello di realizzare circuiti che operino alla cosiddetta tensione di sottosoglia. I primi dispositivi interessati alla ricerca sono dei sensori wireless che alimenterebbero se stessi, raccogliendo l'energia da fonti ambientali quali la luce solare o le semplici lampadine da appartamento, la rifrazione di audiofrequenza, il gradiente termico e la vibrazione piezoelettrica.

IoT
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Gli ottimi risultati raggiunti da PsiKick hanno portato nelle tasche dei professori finanziamenti per 5,25 milioni di dollari nel 2014 e di 16,5 milioni di dollari ottenuti da parte del fondo Osage University Partners. Marc Singer, managing partner di Osage University Partners, farà parte del consiglio di amministrazione della startup così come previsto dall'accordo legato al finanziamento.

I cervelli di PsiKick non sono comunque gli unici ad occuparsi di circuiti integrati capaci di operare a tensioni di sottosoglia. Un'altra startup chiamata Ambiq Micro e la nota ARM Holdings sono impegnate sullo stesso fronte.

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