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ono giorni di proteste e di disservizi per gli utenti italiani. Blog, forum, newsgroup e call center dei provider sono inondati di segnalazioni: la gente, ovunque in Italia o quasi, naviga lenta e a tratti non riesce nemmeno a scaricare la posta, con l’Adsl.
«Perlopiù in tarda serata, nei giorni feriali. Dalle 14, in quelli feriali. Abbiamo diverse centinaia di casi a Milano», spiega Luca Spada, amministratore delegato di Ngi, uno dei provider che è in prima linea nella lotta al fenomeno e sul cui forum si sta sviluppando una discussione accesa.
La situazione è così grave che, per una volta, un problema di connessione a Internet arriva a occupare spazio sui grandi quotidiani cartacei e sui telegiornali nazionali.
Le parti discutono ancora delle cause; per adesso la sola certezza è che il problema è molto esteso sul territorio, colpisce svariati operatori e arriva, nei momenti di crisi, a impedire l’uso anche dei semplici servizi base. Si sa inoltre che è stato un crescendo:
«è cominciato un mese fa- dice Spada, con un packet loss del 5 per cento…adesso, da qualche giorno, si arriva al 60 per cento nei momenti brutti, il che significa Adsl inutilizzabile».

Telecom Italia e Wind sono stati tra i primi grandi operatori a comunicare il problema al pubblico.
Telecom ne scrive su HelpAdsl.it (portale rivolto all’utenza business), indicando una causa e suggerendo anche una soluzione.
"È stata riscontrata su Internet – si legge– una notevole diffusione di software malevolo di tipo spyware o adware il cui effetto si manifesta nella possibile difficoltà di connessione e nel saltuario sovraccarico dei sistemi DNS dei vari Internet Service Provider”.
Colpa del malware, quindi, e di Dns sovraccarichi se la navigazione e la posta è lenta o impossibile, spiega Telecom. Aggiunge di essere già intervenuta per risolvere, ma l’allarme è ancora in corso.
La soluzione? Configurare sul computer o sul router Dns diversi, meno utilizzati e quindi più liberi: “Se dovesse avere problemi analoghi a quelli descritti (continua su HelpAdsl.it), suggeriamo di verificare sul suo computer lo stato di aggiornamento dei software antivirus e antispyware e la impostazione dei seguenti indirizzi DNS: primario 151.99.125.1, secondario 151.99.0.100”.

Telecom ha messo in piedi una procedura di assistenza tecnica dedicata a questo problema: un altro indizio della gravità della situazione.

La spiegazione di Telecom però lascia dubbiosi molti utenti (come si legge in varie discussioni sul web) e anche alcuni addetti ai lavori.
Lo stesso Antonio Converti, direttore marketing di Libero (Wind), dice a Telefonino.net di avere dubbi sulle cause, sta ancora studiando il fenomeno ma già ritiene improbabile dipenda tutto dal malware. Argomenta in dettaglio Stefano Quintarelli, presidente di Aiip (associazione dei principali provider italiani) sul proprio blog (quinta.typepad.com).
È anomalo- nota Quintarelli ci sia un’epidemia così diffusa e terribile da mettere ko i Dns e resti isolata in Italia, senza impatto all’estero. Le richieste ai Dns sono micro pacchetti Udp da 1 KB, infatti; difficile riescano a intasare i server. In più, se il problema fosse nei Dns- argomenta Quintarelli- tutti quelli che usano gli stessi numeri dovrebbero avere gli stessi problemi. E invece- come risulta da un primo sondaggio fatto dagli associati Aiip- capita ad alcuni utenti e ad altri no, a parità di provider e di Dns usati.

La spiegazione di Quintarelli è quindi un’altra, sposata anche da vari utenti nei gruppi di discussione: è la rete nazionale a essere satura, probabilmente, a causa dell’elevato numero di connessioni attivate nell’ultimo periodo e dell’upgrade di massa da 640 a 2 Mbps.
«In particolare- spiega Spada- ho rilevato parecchi trunk (tratte) saturi tra lo switch Atm collegato al Dslam e lo switch più lontano, dove si aggrega il traffico Adsl a livello di macro area territoriale. Mi è bastato chiedere a Telecom di reinstradare una connessione di un utente, cambiando così le tratte utilizzate, per risolvergli il problema».
D’altra parte, però, ci sono anche utenti che riportano di avere risolto il problema cambiando i Dns. Non è da escludere, inoltre, che ci sia un contagio circoscritto in Italia, perché, come appena segnalato da un rapporto F-Secure, il malware nel 2006 tende ormai ad attacchi mirati e non più a pioggia.
Si aspetta ancora che si faccia chiarezza, quindi.
C’è da scommettere che polemiche e problemi continueranno a intrecciarsi nei prossimi giorni. La soluzione a questi ciclici problemi dell’Adsl eppure potrebbe essere a portata di mano: con l’arrivo, previsto nel corso del 2007, del Bitstream e della prima carta dei diritti dell’utente Internet, dietro l’egida dell’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom).
Il Bitstream è una nuova offerta all’ingrosso che permetterà agli operatori di accedere in modo più completo e autonomo alla rete Telecom e quindi di autogestirsi meglio. La carta dei servizi imporrà agli operatori di garantire meglio la qualità dell’Adsl (con sanzioni per chi sgarra e rimborsi per gli utenti vittime di servizi). Entrambe le cose al momento sono su un tavolo di discussione presso Agcom.