Il tuo iPhone può caricare altri dispositivi: 5 gadget che non sapevi di poter alimentare

Basta un cavo USB-C per trasformare un iPhone in una fonte di alimentazione d'emergenza.

Con il passaggio alla porta USB-C introdotto con la serie iPhone 15, Apple non si è limitata ad adottare uno standard ormai universale. Gli smartphone più recenti dell’azienda sono infatti in grado non solo di ricevere energia, ma anche di alimentare altri dispositivi attraverso la stessa porta.

La funzione, poco conosciuta da molti utenti, consente agli iPhone compatibili di erogare fino a 4,5 watt tramite USB-C. Una potenza modesta rispetto a un caricatore tradizionale, ma sufficiente per affrontare situazioni di emergenza quando una batteria è quasi scarica e non si ha a disposizione una presa elettrica o un power bank. Ecco cinque dispositivi che puoi ricaricare direttamente con un iPhone 15 o successivo.

AirPods, Apple Watch e iPad

Per chi vive all’interno dell’ecosistema Apple, questa funzione può rivelarsi particolarmente utile. Un iPhone può trasferire energia a dispositivi come gli Apple AirPods Pro, l’Apple Watch Series 10 o un Apple iPad Air utilizzando semplicemente il cavo corretto.

La caratteristica è stata evidenziata da Apple già durante la presentazione degli iPhone 15 Pro. I dispositivi comunicano automaticamente tra loro per stabilire quale abbia la batteria più scarica, trasferendo l’energia nella direzione più appropriata senza richiedere alcuna configurazione da parte dell’utente.

In viaggio o durante un volo, questa soluzione può fare la differenza tra rimanere senza auricolari o riuscire a utilizzarli per diverse ore aggiuntive.

Un altro iPhone

Può sembrare sorprendente, ma è possibile ricaricare un iPhone utilizzando un altro iPhone. Collegando due modelli dotati di USB-C tramite un normale cavo, il dispositivo con la percentuale di batteria più elevata inizierà automaticamente a fornire energia a quello con la carica inferiore.

La velocità di ricarica non è elevata, ma può risultare sufficiente per recuperare qualche punto percentuale e permettere di effettuare chiamate, utilizzare la navigazione o completare una giornata di utilizzo.

Nel caso di modelli più vecchi come Apple iPhone 14 o precedenti, è necessario utilizzare un cavo USB-C verso Lightning.

Anche un power bank può essere ricaricato

Uno degli scenari più curiosi riguarda la possibilità di trasferire energia da un iPhone a una batteria esterna. Molti moderni power bank compatibili con lo standard USB Power Delivery supportano infatti sia l’ingresso sia l’uscita di energia tramite la stessa porta USB-C. In alcuni casi, collegandoli a un iPhone, il dispositivo può iniziare a ricaricare il power bank invece di ricevere energia da esso.

Si tratta di una funzione con applicazioni limitate nella vita quotidiana, ma dimostra quanto siano diventati sofisticati i sistemi di gestione energetica presenti nei dispositivi moderni.

Smartphone Android

La diffusione universale della porta USB-C ha eliminato molte delle barriere che in passato separavano gli ecosistemi mobile. Oggi un iPhone può ricaricare facilmente smartphone Android come quelli prodotti da Samsung, Google o OnePlus.

Il processo è automatico: basta collegare i due dispositivi tramite un cavo USB-C. Sarà il protocollo USB Power Delivery a determinare quale dispositivo dispone di maggiore energia e quale necessita della ricarica.

Anche in questo caso la velocità è limitata dai 4,5 watt disponibili, ma in situazioni di emergenza può essere sufficiente per guadagnare minuti preziosi di autonomia.

Qualsiasi accessorio USB-C a basso consumo

La compatibilità non si limita a smartphone e dispositivi Apple. In teoria, qualsiasi gadget che supporti la ricarica tramite USB-C può ricevere energia da un iPhone compatibile.

Tra gli esempi più comuni troviamo lettori ebook come Amazon Kindle Paperwhite, auricolari Bluetooth, cuffie USB-C, controller da gioco portatili e piccoli speaker wireless.

Naturalmente esistono dei limiti. La potenza disponibile non è sufficiente per alimentare in modo efficace dispositivi ad alto consumo energetico come notebook o workstation portatili. Sebbene il collegamento possa funzionare, i tempi di ricarica risulterebbero estremamente lunghi e poco pratici.

Una funzione poco pubblicizzata ma molto utile

La ricarica inversa cablata rappresenta una delle funzionalità meno pubblicizzate degli iPhone moderni, ma anche una delle più pratiche nell’utilizzo quotidiano. Pur non raggiungendo le prestazioni delle soluzioni wireless presenti da anni su molti smartphone Android, offre agli utenti Apple una risorsa preziosa per affrontare situazioni impreviste senza dover necessariamente portare con sé un caricatore o una batteria esterna.

Con un semplice cavo USB-C nello zaino o in tasca, l’iPhone può trasformarsi all’occorrenza in una piccola fonte di energia capace di salvare diversi dispositivi quando ne hanno più bisogno.

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