Il mercato delle applicazioni rappresenta indubbiamente un business molto importante per Apple, Google e in parte Microsoft, i cui rispettivi store sono diventati delle vere e proprie "macchine da soldi" negli anni di esplosione del fenomeno smartphone.

Inizialmente è stato il colosso di Cupertino ad aprire le danze, quando otto anni fa lanciò l’App Store, rivoluzionando il mercato e, soprattutto, fornendo la spinta decisiva all'ascesa degli smartphone, la cui esperienza utente è stata in qualche modo completata grazie all'introduzione del concetto di "app".

Crisi mercato applicazioni
Crisi mercato applicazioni

Stando però ad una recente ricerca di mercato, pare che le applicazioni per dispositivi mobili stiano vivendo un periodo di contrazione: gli utenti U.S.A. scaricano meno di un'app al mese, e alla fine di maggio 2016 in U.S.A. si è registrato un calo delle vendite di app di oltre il 20%, con la crescita a livello globale che si è fermata al 3%.
Le stesse applicazioni più note, come YouTube, Facebook, WhatsApp, sono praticamente in caduta libera a livello di download, anche perché sono ormai largamente presenti in tutti gli smartphone, e tra le 15 applicazioni più note, solo Snapchat e Uber stanno facendo registrare una crescita.

Insomma, una fase che testimonia come la saturazione sia giunta anche nel settore delle applicazioni, una situazione inevitabile vista la diffusione ormai capillare degli smartphone e l'abitudine ormai radicata negli utenti di utilizzare essenzialmente quelle applicazioni ritenute indispensabili, con la conseguenza di non sentire l'esigenza di installare nuove app sul proprio smartphone. Difficile immaginare quali soluzioni possano trovare Apple, Google e Microsoft a questa situazione, ma è evidente che anche i market delle applicazioni necessitano di una rivoluzione a 360°.

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