Sono passati solo due anni dal
lancio di uno dei servizi che avrebbe dovuto rivoluzionare il mondo della comunicazione
mobile. Il WAP, pubblicizzato da tutti gli operatori europei come Internet in
tasca, aveva sollevato un interesse enorme tra tutti gli addetti ai lavori.
Un interesse tanto grande che, se solo un decimo di esso avesse contagiato i
consumatori, il WAP non sarebbe certo stato il fallimento che tutti noi oggi
abbiamo sotto gli occhi.

I servizi WAP sono stati, ormai,
etichettati dal pubblico come lenti ed inutili, nonché costosi, molto costosi.
Eppure, un certo utilizzo del WAP sarebbe stato possibile, probabilmente non
come speravamo gli operatori inizialmente, ma quanto meno per poter lanciare
nuove applicazioni e permettere lo sviluppo del sistema. Invece i consumatori
hanno ignorato il WAP, gli operatori hanno perso moltissimi soldi nelle massicce
campagne marketing e l’acronimo WAP è scomparso dai servizi più pubblicizzati.
Adesso si sta affacciando in Europa il GPRS.

Il GPRS non ha nulla a che vedere
tecnicamente col WAP, visto che si tratta di un sistema completamene diverso,
che permette di usufruire anche del WAP, ma in maniera del tutto nuova. Il GPRS
è un protocollo di trasmissione, che si basa sui pacchetti di dati, non sulla
commutazione di circuito, quindi si paga solo per ciò che si utilizza, ad una
velocità molto superiore al normale GSM. Ma gli operatori sono rimasti scottati
dall’esperienza WAP. Non possono permettersi un altro fallimento, soprattutto
in un periodo buio come questo. Di conseguenza, la lentezza con il quale il
GPRS sta prendendo piede e la scarsissima informazione pubblicitaria che ne
segue, sono una ripercussione logica del momento.

Eppure il GPRS promette molto di
più di ciò che prometteva il WAP. Non solo, il GPRS è alla base del futuro sviluppo
del 3G, visto che servirà ad utilizzare un bouquet base di servizi multimediali
che saranno offerti con la terza generazione di telefonia mobile, anche in quelle
zone non coperte dal futuro sistema. Anche i costruttori, finora, hanno rallentato
l’uscita dei nuovi terminali, in particolar modo il gigante del settore, Nokia,
che ha lanciato solo da pochissimi giorni il suo primo terminale GPRS, il Nokia
8310.

Gli stessi concorrenti si sono
lamentati, visto che, volenti o nolenti, è Nokia a definire i trend del mercato
e se Nokia non lancia un terminale GPRS, per il GPRS ci potrà essere poco futuro.
È ciò che pensano anche gli operatori, che, difatti, sono diffidenti ad utilizzare
il GPRS come veicolo pubblicitario, sebbene sia una delle maggiori novità del
settore della telefonia mobile da vari anni a questa parte.

D’altronde chi va piano va sano
e va lontano, questo ciò che credono, almeno nel momento attuale, operatori
e costruttori. Questi ultimi, in particolare, testano e ritestano i nuovi terminali,
visto che non possono più permettersi di creare malcontento tra i propri utenti
con problemi software o hardware dei nuovi prodotti. Quando
il GPRS inizierà a prendere piede e la paura a calare, allora si aprirà un nuovo
orizzonte per la storia della comunicazione mobile ed il GPRS velocizzerà l’intera
Europa.