Tra le nuove riforme del governo, arriverà l’abolizione dei costi di ricarica. A margine del vertice del governo a Caserta, il ministro Bersani ha infatti annunciato che la direzione del governo è quella di procedere verso l’abolizione di tali costi. ‘I gestori devono farle pagare quello che valgono’, sarebbe stata la sua dichiarazione.

Nessuna replica per il momento dagli operatori italiani.
Quella dei costi di ricarica è una questione sulla quale si dibatte da tempo e che, nei mesi scorsi, è stata anche considerata dall’Unione Europea.

L’autorità per le Comunicazioni, intanto, ha comunicato in una nota i risultati della consultazione pubblica, avviata lo scorso mese di dicembre: l’organismo ha individuato come i costi di ricarica generino confusione negli utenti circa l’effettivo costo delle conversazioni, sia sproporzionato in rapporto al credito ricaricato (più si ricarica, meno costi si hanno, in percentuale) e non ha delineato tre possibili alternative: togliere i costi di ricarica, mantenere i costi di ricarica ma introdurre criteri di proporzionalità tra costi e credito ricaricato o, infine, un meccanismo che combini le due soluzioni:

"un intervento regolamentare che – per un arco temporale da definirsi, ma non inferiore ai 12 mesi – preveda la coesistenza sul mercato di entrambe le soluzioni sopra prospettate. Si tratterebbe, cioè, di richiedere agli operatori di introdurre,
cumulativamente, sia un’offerta tariffaria a struttura unitaria – per la quale il valore
facciale della ricarica corrisponda integralmente al valore di traffico telefonico
acquistato, sia un’offerta tariffaria che, pur mantenendo la attuale
struttura duale, elimini il carattere regressivo del contributo di ricarica rispetto al
controvalore dei servizi acquistati .
Tale soluzione consentirebbe di coniugare gli obiettivi di trasparenza e non
discriminazione sopra evidenziati, lasciando, al contempo, libero il mercato – e gli
utenti, in primo luogo – di effettuare le proprie scelte secondo le esigenze dettate dagli
specifici profili di consumo. Inoltre, ciò permetterebbe all’Autorità, anche attraverso
uno specifico monitoraggio dell’evoluzione del princing, di valutare l’opportunità di
ulteriori eventuali interventi regolamentari al termine del periodo transitorio previsto."