Rimbalza dal Brasile una notizia davvero inaspettata: un giudice della corte di San Paolo ha ordinato il blocco dell’accesso al servizio offerto da Whatsapp per 48 ore, a partire dalla mezzanotte di giovedì 17 dicembre (ora locale) fino alla mezzanotte di sabato 19 dicembre.
La decisione è avvenuta in merito ad un'ingiunzione mossa contro la famosa applicazione di messaggistica istantanea da parte di una persona fisica o una società, che però ha espressamente richiesto di non divulgarne l'identità.

Whatsapp bloccato in Brasile
WhatsApp bloccato in Brasile

Occorre ricordare però che il servizio offerto da WhatsApp, divenuto ormai parte della nostra quotidianità, ha di fatto completamente annientato gli SMS delle varie compagnie telefoniche, tant'è che in passato alcune società di telecomunicazioni brasiliane si erano espresse duramente proprio contro l'app.
L'ultima in ordine temporale è stata Vivo che, attraverso il suo Presidente Amosh Genish, aveva definito WhatsApp "un servizio di pura pirateria". Questo fa quindi ben comprendere il clima che si respirava attorno all'applicazione di messaggistica istantanea. Inoltre, come se non bastasse, si sta registrando in queste ore in Brasile un vero e proprio boom di iscrizioni a Telegram, quella che di fatto può essere definita l'applicazione antagonista di WhatsApp, offrendo un servizio molto simile.

Il Brasile non è nuovo a queste prese di posizione visto che, nel 2014, ha approvato la "legge sulla neutralità della Rete" che di fatto mira a controllare la presenza su Internet dei cittadini brasiliani, una decisione che fece scaturire delle feroci polemiche. Nonostante, in passato, il Paese fosse all'avanguardia relativamente alla libertà in Rete (con la famosa "Bill of Rights"), da qualche anno le cose stanno profondamente cambiando e oggi a farne le spese è proprio WhatsApp.