IBM, in collaborazione con GlobalFoundries, Samsung e SUNY, ha presentato con successo la prima produzione al mondo di un chip a 7nm. Il risultato ottenuto fa parte di un programma di ricerca di cinque anni e da 3 bilioni di dollari, guidato dalla stessa IBM, che punta a superare i limiti attuali della tecnologia dei chip.

I tecnici IBM e SUNY al lavoro sui chip a 7nm
I tecnici IBM e SUNY al lavoro sui chip a 7nm

I processori mobile attualmente in circolazione si basano su un processo produttivo a 14nm e 20nm. Il processo a 7nm porterà a processori più piccoli, più veloci e a basso consumo energetico rispetto alla precedente generazione. Tuttavia, è importante far presente che siamo ancora molto lontani da una produzione di massa efficace di processori a 7nm. Per raggiungere chip di dimensioni ancora più piccole rispetto a 14 o 20nm, sono infatti necessarie nuove tecniche di produzione e nuovi materiali.

È qui comunque che la ricerca IBM entra in gioco. Una delle difficoltà associate alla creazione di transistor più piccoli è che il numero di elettroni in grado di passare attraverso il transistor è ridotto, il che aumenta la probabilità di errori. Per far fronte al problema, IBM ha mischiato alcuni elementi dell’elemento chimico Germanio nel canale, producendo una lega silicio-germanio (SiGe) con una maggiore mobilità degli elettroni, per migliorare il flusso di corrente. La lega SiGe aiuta anche a mantenere un basso consumo energetico.

Non ci resta che attendere per conoscere gli sviluppi della ricerca IBM, anche se gli analisti credono che per una produzione di massa efficace e senza rischi si debba attendere almeno fino al 2017/2018.