Nel 2014 Huawei ha venduto 75 milioni di smartphone: un risultato che incrementa del 45 per cento il volume d’affari del marchio cinese, e che rilancia le aspettative della stessa azienda anche per il 2015. Quest'anno, con un impegno serio nella fascia alta del mercato, il risultato di 100 milioni di pezzi è a portata: ma il contributo del marchio Honor, dedicato alla fascia medio-bassa, non potrà essere ignorato.

Honor 6 Plus
Honor 6 Plus

Al Mobile World Congress si scriverà probabilmente la prima pagina di questa sfida: sono già stata convocate due diverse conferenze stampa, sia per il marchio principale che per la consociata, e in quella sede ci saranno gli annunci destinati a dare corpo a questi propositi. Le mosse compiute nel 2014 hanno garantito la visibilità del marchio necessaria, gli investimenti in ricerca&sviluppo stanno ripagando: è in questo modo che Huawei si è piazzata al terzo posto della classifica dei produttori più importanti del settore.

"La nostra strategia focalizzata sul segmento premium dalla fascia media alla fascia alta ha dato i suoi frutti, con il 2014 che ha garantito il raggiungimento di significativi obiettivi in un certo numero di settori (…) – ha detto  Richard Yu, CEO di Huawei – L'importanza del nostro marchio a livello a globale continua a crescere". Lo stesso Yu ha fissato l'obiettivo di 100 milioni di pezzi per il 2015, necessari a mantenere la propria posizione in classifica anche proteggendosi dall'esuberanza di Xiaomi e Lenovo che seguono dappresso.

Honor T1
Honor T1

Le mosse di Huawei sembrano improntate a seguire una strada diversa da quella di molte altre aziende cinesi: la sua dirigenza sembra convinta che i sempre più stretti margini garantiti dalla produzione di massa dei dispositivi a basso costo non siano in grado di sostenere un business. Per questo Huawei investe e lavora per realizzare apparecchi di fascia media (qual è l'Honor 6 ad esempio) che garantiscano margini consistenti: per ora i numeri sembrano darle ragione, con un fatturato che ha superato i 10 miliardi di dollari nei 12 mesi appena trascorsi.