Grande novità WhatsApp su iPhone: ora puoi programmare i messaggi

WhatsApp testa su iPhone i messaggi programmati: si potranno inviare automaticamente testi, foto, video e link scegliendo giorno e ora.
Grande novità WhatsApp su iPhone: ora puoi programmare i messaggi

WhatsApp sta portando anche su iPhone una funzione richiesta da anni: la possibilità di programmare l’invio dei messaggi scegliendo in anticipo giorno e ora. Dopo i primi test su Android, la novità è comparsa nella beta iOS 26.42.10.19 distribuita attraverso TestFlight e viene attivata progressivamente per un numero limitato di tester.

Non si tratta ancora di un rilascio per tutti gli utenti. WhatsApp non ha comunicato una data per l’arrivo nella versione stabile, ma il fatto che la funzione sia già entrata nella fase di beta testing su entrambe le piattaforme indica che lo sviluppo è ormai in uno stadio avanzato.

Programmare un messaggio sarà molto semplice

L’idea è quella di integrare la funzione direttamente nell’interfaccia della chat, senza creare menu complessi.

Dopo aver scritto un messaggio, sarà sufficiente tenere premuto il pulsante di invio. WhatsApp mostrerà quindi una schermata dalla quale scegliere data e ora desiderate.

Una volta confermata la programmazione, il messaggio rimarrà in attesa fino al momento previsto e partirà automaticamente. La funzione è stata progettata per funzionare anche se WhatsApp non è aperto e, secondo quanto emerso dalla beta, persino se il dispositivo non è connesso nel momento esatto dell’invio.

L’utente vedrà all’interno della conversazione un’indicazione relativa al messaggio programmato, visibile soltanto a chi lo ha creato.

Non soltanto messaggi di testo

La funzione non è limitata alle normali chat testuali. WhatsApp consente di programmare anche foto, video e link. Per immagini e filmati l’operazione può essere avviata direttamente dall’editor multimediale tenendo premuto il pulsante di invio.

C’è però già una limitazione: per il momento non è possibile programmare più foto o video insieme. Ogni elemento multimediale deve essere impostato come invio separato.

I messaggi programmati continuano inoltre a utilizzare la crittografia end-to-end, esattamente come le normali conversazioni WhatsApp.

Da 10 minuti fino a due settimane

WhatsApp ha scelto una finestra temporale piuttosto precisa. Il primo orario disponibile è 10 minuti dopo il momento della programmazione, mentre il limite massimo è fissato a due settimane.

È abbastanza per coprire molti scenari quotidiani: un augurio di compleanno, un promemoria da inviare il mattino seguente, una comunicazione di lavoro da far partire durante l’orario d’ufficio o un messaggio che non si vuole spedire nel cuore della notte. Fino all’invio sarà possibile cambiare idea.

I messaggi programmati avranno una sezione dedicata

WhatsApp sta introducendo una sezione specifica all’interno delle informazioni della chat. Da qui sarà possibile controllare i messaggi ancora in attesa ed eliminarli prima della spedizione. Se un messaggio programmato viene cancellato, il destinatario non riceve alcuna notifica.

La stessa logica vale anche per le conversazioni di gruppo. In questo caso c’è una particolarità interessante: il messaggio sarà destinato soltanto agli utenti che facevano già parte del gruppo nel momento in cui è stato programmato. Chi entra successivamente non lo riceverà.

Android è partito per primo, ora tocca all’iPhone

La sperimentazione era arrivata pochi giorni prima su Android con la beta 2.26.40.7. Il rollout iOS rappresenta quindi il passo successivo verso una distribuzione più ampia. Rimane però importante non confondere beta e disponibilità generale.

Al momento non basta aggiornare WhatsApp dall’App Store per ottenere la funzione. La programmazione dei messaggi è disponibile soltanto per alcuni utenti che partecipano al programma beta tramite TestFlight, e anche tra i tester l’attivazione avviene gradualmente.

WhatsApp non ha ancora indicato quando la novità verrà resa disponibile a tutti, ma dopo anni in cui per programmare un messaggio era necessario affidarsi a workaround, automazioni o strumenti esterni, la direzione è ormai chiara: l’invio programmato sta finalmente diventando una funzione nativa dell’app.

Fonte: WAbetainfo

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