I linguisti di tutto il mondo hanno lanciato numerosi anatemi contro gli SMS, dicendo che le abbreviazioni utilizzate portavano ad una progressiva ‘sgrammaticatura’ dei ragazzi. Uno studio effettuato dall’Università di Toronto, invece, rimette tutto in discussione. Secondo alcuni ricercatori, infatti, l’utilizzo delle abbreviazioni e di differenti modi di dire nei messaggi aiuta i ragazzi a meglio comprendere il linguaggio scritto e parlato, ad aumentare il proprio vocabolario e aumenta lo sviluppo della scrittura creativa. Inoltre SMS e Instant Messaging favoriscono la comunicazione dei ragazzi e, nel caso delle comunicazioni via internet, anche i confronti tra culture differenti. Se proprio i genitori si devono preoccupare, sostengono i ricercatori, allora guardino con chi scambia messaggi il proprio figlio, non come.

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