In merito alla recente crisi dei rifornimenti, causata dalla situazione geopolitica attuale e dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, la CGIL di Catania ha avvertito che potremo affrontare “ripercussioni su approvvigionamenti, trasporti e servizi essenziali“. Una situazione che sta preoccupando molti visto che anche compagnie aeree come Ryanair hanno preannunciato probabili problemi di trasporto e aumento di prezzo dei voli per l’estate.
Il segretario generale della CGIL siciliana ha espresso “forte preoccupazione” in merito a questa situazione. Purtroppo, pensando alle isole italiane, come sottolinea il sindacato italiano, “eventuali limitazioni o interruzioni nei rifornimenti comprometterebbero la mobilità di cittadini e lavoratori, incidendo sui collegamenti nazionali e internazionali“.
A questo si aggiunge anche l’imminente fermo degli autotrasportatori che rallenterà in modo importante la catena logistica e la distribuzione delle merci, inclusi i carburanti. “La sovrapposizione di queste criticità può determinare un effetto domino con ripercussioni su approvvigionamenti, trasporti e servizi essenziali“. ha specificato De Caudo in merito alla crisi dei rifornimenti.
Crisi dei rifornimenti e prezzi alle stelle
Con la crisi dei rifornimenti stiamo assistendo da alcune settimane a un folle aumento dei prezzi, soprattutto quello del carburante e delle bollette. Il prezzo del diesel ha raggiunto il suo record storico, rendendo difficile per molte famiglie fare il pieno alla propria auto per spostarsi.
“Bisogna intervenire con urgenza riducendo in maniera strutturale le bollette attraverso: il disaccoppiamento; misure di sostegno finanziate tassando gli extra-profitti delle imprese energetiche; un tetto ai prezzi dell’energia. Ma, soprattutto, va assunta l’unica vera soluzione strutturale: alzare significativamente la produzione di energie rinnovabili“, spiega la CGIL italiana.
Secondo la CGIL ci troviamo di fronte a “un contesto geopolitico segnato da conflitti sempre più legati al controllo delle risorse fossili e da una crescente riallocazione delle risorse pubbliche verso il riarmo, a scapito degli investimenti nella transizione ecologica e nella protezione delle comunità più vulnerabili“.