Non è la prima volta che si sente parlare di Corning e della sua intenzione di realizzare un vetro flessibile. Già nel 2012, è stato lanciato Willow, il vetro ultra sottile e con un buon punto di piegatura. Sfortunatamente però, la sua struttura non è mai stata adatta all’utilizzo su uno smartphone.

Dunque, all’arrivo dei primi device pieghevoli è stata adottata una soluzione alternativa, basata sulla plastica. Sembra però che Corning non abbia intenzione di rinunciare ad offrire la sua protezione anche sul nuovo tipo di smartphone e sarebbe intenzionata ad unire la flessibilità di Willow alla robustezza dei Gorilla Glass.

Corning: un Gorilla Glass flessibile

Il fatto che i primi device pieghevoli – fra i quali FlexPai, Huawei Mate X e Galaxy Fold – non abbiano la protezione in vetro che siamo abituati a vedere sugli smartphone che maneggiamo tutti i giorni è una delle perplessità principali legate alla resistenza degli schermi flessibili.

Se ormai abbiamo metabolizzato la possibilità che un display possa piegarsi, resta il dubbio che questo – protetto esclusivamente da una pellicola in plastica – possa danneggiarsi in caso di urti, graffi o sollecitazioni eccessive accidentali. Non avendo avuto ancora la possibilità di maneggiare per un tempo congruo i device è difficile giudicare se effettivamente la protezione degli schermi flessibili è più o meno efficiente di quella dei vetri tradizionali.

Stando al parere degli esperti, come John Mauro, che ha trascorso 18 anni in Corning oltre ad essere professore di scienze dei materiali e di ingegneria alla Penn State University, il vetro è migliore della plastica per alcuni aspetti, pur mancando ancora della flessibilità necessaria per proteggere un device flessibile:

“Il polimero di plastica è più performante a riguardo della flessibilità. Tuttavia, con il polimero, le molecole possono riorganizzarsi più facilmente in risposta allo stress, mentre il vetro ha una struttura più rigida ed è in grado di recuperare dopo le deformazioni (dovute alle sollecitazioni da apertura e chiusura)”

Dunque, la plastica è destinata a deformarsi, “spiegazzarsi” volendo utilizzare un termine poco tecnico, proprio a causa della continua apertura e chiusura del device. Il punto di piegatura, dopo un po’ di tempo, mostrerà i segni della sollecitazione. Sotto questo punto di vista il vetro potrebbe reggere meglio, non modificando di fatto la sua struttura.

Quello che manca al vetro però è la flessibilità della plastica, che invece permette un punto di curvatura ben più ampio. Corning sembra però essere a lavoro per realizzare il primo vetro per smartphone in grado piegarsi. I lavori non sono ancora finiti, ma sarebbero a buon punto: potrebbro essere pronti quando i device pieghevoli saranno ormai diffusi in massa.

Le difficoltà sarebbero di natura tecnica e riguarderebbero la fusione delle tecnologie utilizzate per Willow e per Gorilla Glass, ma non sembra impossibile riuscire a coniugarle. A quel punto, potremmo essere davanti ad un’interessante svolta nel mondo dei device pieghevoli.

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    Fonte: Wired