Come mai adesso Google vuole un tuo video selfie

Perché adesso Google vuole memorizzare un video selfie del tuo volto? Scopri cosa c'è veramente dietro questa richiesta per molti strana.

In questi giorni il colosso di Mountain View ha cominciato a implementare una nuova modalità per permettere agli utenti di recuperare l’accesso al proprio account nel caso lo smartphone fosse stato perso o la password dimenticata. Questo è il motivo per cui Google vuole memorizzare un tuo video selfie. Una richiesta che a molti è parsa particolarmente “strana” e che tra gli esperti di privacy e sicurezza informatica ha destato qualche preoccupazione.

Nella fattispecie si tratterebbe “solo” di un’opzione di verifica. In pratica, l’utente registra un breve video del suo volto durante la configurazione. Questo servirà successivamente per permettergli di recuperare l’account dimostrando la sua identità tramite un altro video e così riottenere l’accesso all’account. Una funzionalità intuitiva vero? In prima battuta è questo che la maggior parte degli utenti ha pensato, ma gli esperti si sono posti degli interrogativi.

Gli interrogativi riguardano non solo, come anticipato, sicurezza e privacy, ma sollevano anche “preoccupazioni riguardo ai deepfake“. Inoltre, questo metodo “crea un ulteriore archivio di dati biometrici sensibili che potrebbero diventare bersaglio di attacchi informatici in caso di violazione”, hanno spiegato dalla Malwarebytes, azienda specializzata in protezione dei dati e cybersecurity avanzata.

Google potrebbe aver sottovalutato i pericoli nel chiedere un tuo video selfie

In altre parole, secondo gli esperti, Google potrebbe aver sottovalutato i molteplici pericoli nel chiedere un video selfie agli utenti per un eventuale richiesta di recupero del proprio account. “Ogni volto è unico, ma i sistemi di riconoscimento facciale non confrontano direttamente le fotografie“, sostengono i ricercatori. “E le prestazioni diminuiscono al peggiorare dell’illuminazione, della qualità della fotocamera e dell’angolazione“.

Il riconoscimento facciale non memorizza una foto letterale. Memorizza una rappresentazione matematica (embedding) dei tratti del viso. Al momento dell’accesso o della verifica, il sistema calcola un nuovo embedding e lo confronta con quello memorizzato, accettando l’accesso se il punteggio di somiglianza è superiore a una soglia configurata. Qualsiasi sistema utilizzato da Google deve tenere conto dei normali cambiamenti nell’aspetto, tra cui l’invecchiamento, le variazioni di peso, l’illuminazione, l’angolazione della fotocamera, gli occhiali o la presenza di barba.

Gli esperti consigliano di non attivare l’accesso tramite video selfie. Nel caso tu lo avessi già provato, elimina subito il video selfie che hai registrato direttamente dalle impostazioni del tuo account Google. Inoltre, meglio integrare l’utilizzo di un gestore password e associare all’account una password complessa e univoca per proteggerlo. Infine, attiva la verifica a due fattori.

 

Fonte: Malwarebytes

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