La società di ricerca Morgan Stanley ha pubblicato un’analisi riportata da Focus Taiwan in cui vengono evidenziate le conseguenze sui principali produttori di device mobili dell’imminente taglio di sussidi e incentivi che lo stato cinese ha finora fornito ai carrier telefonici.

A luglio, infatti, le autorità cinesi hanno comunicato alle tre principali compagnie telefoniche mobili il taglio delle spese promozionali per una cifra di 6.5 miliardi di dollari in tre anni.

Basti pensare che China Mobile si è vista ridurre i sussidi nella seconda metà del 2014 da 2.5 miliardi di dollari a poco meno di un miliardo di dollari.

L’analista Jasmine Lu è convinta che potrebbe verificarsi una variazione delle quote di mercato dei principali attori economici coinvolti: “Le aziende produttrici di smartphone che contano sulla collaborazione con gli operatori telefonici saranno influenzati negativamente nel lungo termine se non diversificheranno i loro canali”, ha affermato.

La nuova politica cinese potrebbe colpire solo marginalmente aziende come Apple e Xiaomi grazie alle particolari strategie di vendita messe in atto (Xiaomi, ad esempio, vende prevalentemente on line), mentre Samsung, HTC e le cinesi Lenovo, Huawei e ZTE – che si basano sulla collaborazione diretta con i carrier – potrebbero subìre un ridimensionamento del loro market share.

Cina

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