Oltre alle istituzioni e ai broadcaster ora anche le università hanno dichiarato guerra alla distribuzione illegale di contenuti protetti da copyright. Infatti, un gruppo di ricercatori, nel condurre uno studio accademico, ha scoperto e denunciato centinaia di canali di pirateria streaming disponibili su Telegram, la nota app di messaggistica istantanea sempre al centro di polemiche per l’uso improprio che ne fanno truffatori e organizzazioni criminali.
Come riportato dai colleghi di TorrentFreak, questa piattaforma raramente è stata mappata in dettaglio sul tema. A colmare questa lacuna ci si sono messi d’impegno alcuni ricercatori della Louisiana State University e dell’Università del Texas ad Arlington. Unendo le forze hanno esaminato 1.057 canali che hanno condiviso circa 209.000 post tra dicembre 2023 e gennaio 2026. Il risultato? “La pirateria non è affatto un’attività marginale su Telegram“.
Il modello linguistico locale di grande dimensioni, usato per etichettare i post, ha permesso ai ricercatori di identificare 19.033 titoli streaming pirata unici su vari canali Telegram, tra questi 14.632 film e 4.401 serie TV prodotte da 3.941 aziende. Nello specifico, tra i più popolari ci sono gli anime, proprio come sui normali siti illegali. Infatti, al primo posto troviamo Toei Company, casa editrice di One Piece e Dragon Ball. Segue poi Netflix al secondo posto seguita da Warner Bros.
I canali di pirateria streaming su Telegram adottano schemi per sopravvivere agli attacchi
Ciò che hanno scoperto i ricercatori è che tutti questi canali di pirateria streaming su Telegram adottano schemi e tecniche di distribuzione pensati per sopravvivere agli attacchi. Stando a quanto dichiarato dagli studiosi, quasi il 95% di questi canali erano collegati ad almeno un altro e molti di questi risultavano introvabili con le ricerche tradizionali.
Infatti, uno dei ricercatori che ha partecipato allo studio, ha dichiarato: “Abbiamo riscontrato che questo ecosistema è stato progettato appositamente per resistere ai tentativi di rimozione, reindirizzando frequentemente gli utenti attraverso catene di canali intermedi e bot automatizzati che gestiscono collettivamente l’hosting, il controllo degli accessi, la monetizzazione e la scoperta dei canali“.
I risultati dello studio
Oltre alla scoperta, questo studio ha permesso di bloccare la distribuzione di contenuti illegali a questi canali di pirateria streaming su Telegram. Nel documento si legge: “Nell’arco di 61 giorni, il sistema ha facilitato la chiusura di 524 canali pirata precedentemente sconosciuti e di 71 bot“.
I risultati sono evidenti: questo sistema funziona ed è un nuovo strumento nella lotta alla pirateria streaming.