Bluetooth potrebbe cambiare più nei prossimi due anni che nell’ultimo decennio. Il Bluetooth Special Interest Group (SIG), l’organizzazione che sviluppa e mantiene lo standard utilizzato da miliardi di dispositivi, sta lavorando a una serie di evoluzioni destinate ad aumentare velocità, capacità, precisione e flessibilità delle connessioni wireless.
Le novità più importanti riguardano Higher Data Throughput, l’utilizzo delle bande a 5 e 6 GHz, il nuovo IP Link e ulteriori evoluzioni di Bluetooth LE Audio e Auracast. A parlarne è stato Damon Barnes, Director of Technical Marketing del Bluetooth SIG, in una nuova intervista concessa a BGR pubblicata il 2 settembre 2026.
È però importante distinguere tra ciò che è già stato standardizzato e quello che si trova ancora in fase di sviluppo. Il Bluetooth SIG conferma ufficialmente che Higher Data Throughput, IP Link e l’espansione verso le bande da 5 e 6 GHz sono progetti attualmente in lavorazione. Le tempistiche indicate per il 2027 rappresentano quindi la roadmap dell’organizzazione, non la garanzia che smartphone, cuffie e computer compatibili arriveranno immediatamente sul mercato.
Bluetooth potrebbe passare da 2 a circa 7,5 Mbps
Uno dei cambiamenti potenzialmente più importanti riguarda la velocità.
Bluetooth Low Energy utilizza oggi modalità di trasmissione che arrivano fino a 2 Mbps a livello PHY, ma il Bluetooth SIG sta sviluppando una nuova soluzione per aumentare sensibilmente il throughput.
Secondo Barnes, il nuovo sistema punta a raggiungere circa 7,5 Mbps, quasi quattro volte il valore massimo del PHY LE attuale. L’obiettivo sarebbe pubblicare la relativa evoluzione delle specifiche nel novembre 2026.
Un incremento di questa portata potrebbe avere conseguenze molto più interessanti del semplice trasferimento più rapido di un file. Una maggiore banda può consentire di trasportare più dati provenienti da sensori e wearable, migliorare la comunicazione tra dispositivi dedicati all’intelligenza artificiale e permettere un maggior numero di flussi audio simultanei.
Barnes cita anche la possibilità di supportare audio ad alta risoluzione e lossless attraverso Bluetooth. È però opportuno considerare questa possibilità come parte degli obiettivi della nuova tecnologia: le specifiche definitive, i codec utilizzati e soprattutto l’implementazione nei prodotti commerciali determineranno cosa sarà realmente possibile ottenere.
Anche dopo la pubblicazione dello standard, infatti, serviranno nuovi chip e hardware compatibili su smartphone, PC, cuffie e accessori. Il passaggio alle nuove prestazioni non potrà avvenire tramite un semplice aggiornamento software su qualsiasi dispositivo già in commercio.
Bluetooth vuole utilizzare anche le frequenze a 5 e 6 GHz
La seconda trasformazione è ancora più radicale.
Da decenni Bluetooth opera nella banda ISM a 2,4 GHz, la stessa porzione dello spettro utilizzata anche da Wi-Fi e numerosi altri dispositivi wireless. Con oltre 5 miliardi di prodotti Bluetooth spediti ogni anno, secondo i dati del SIG, questa banda è inevitabilmente molto affollata.
Per questo l’organizzazione sta sviluppando le specifiche necessarie a far funzionare Bluetooth LE anche in porzioni di spettro non licenziato a 5 e 6 GHz. Il progetto è confermato direttamente dalla pagina ufficiale dedicata alle specifiche in sviluppo.
Nell’intervista a BGR, Barnes indica come obiettivo il 2027 per i 5 GHz e il 2028 per i 6 GHz.
L’utilizzo di queste frequenze potrebbe offrire maggiore capacità e più spettro disponibile, contribuendo a ridurre le interferenze e permettendo l’evoluzione di funzionalità che richiedono prestazioni radio superiori.
Questo non significa però che Bluetooth abbandonerà i 2,4 GHz. La banda tradizionale rimarrà fondamentale, soprattutto per dispositivi IoT, periferiche economiche e applicazioni che privilegiano compatibilità, consumi ridotti e copertura.
Channel Sounding può rendere Bluetooth molto più preciso
Le nuove frequenze potrebbero avere un impatto particolarmente interessante su una tecnologia già disponibile: Bluetooth Channel Sounding.
Channel Sounding è stato introdotto nella Bluetooth Core Specification 6.0 nel 2024 e permette a due dispositivi Bluetooth di misurare con maggiore precisione la distanza che li separa. Utilizza tecniche come Phase-Based Ranging e Round-Trip Timing e il Bluetooth SIG parla di una precisione che può arrivare al livello dei centimetri in determinate condizioni.
Le applicazioni più immediate riguardano tracker e chiavi digitali.
Un dispositivo compatibile può stabilire non soltanto che un altro apparecchio si trova nelle vicinanze, ma quanto è effettivamente distante, rendendo più semplice trovare un oggetto oppure stabilire se uno smartphone autorizzato è abbastanza vicino da aprire una portiera o una serratura.
Bluetooth SIG evidenzia proprio le reti “Find My” e le digital key come due dei principali casi d’uso.
Barnes sottolinea che Channel Sounding non dovrebbe essere considerato automaticamente equivalente all’Ultra Wideband, ma presenta un vantaggio potenzialmente importante: può essere implementato in soluzioni Bluetooth senza aggiungere necessariamente una radio UWB separata.
IP Link: Bluetooth inizierà a parlare direttamente con Internet
Tra le novità meno appariscenti ma potenzialmente più importanti c’è IP Link.
Il Bluetooth SIG sta sviluppando un protocollo che consentirà di trasportare pacchetti IPv6 attraverso Bluetooth Low Energy, utilizzando un’interfaccia di adattamento 6LoWPAN e supportando traffico unicast e multicast. Il progetto è ufficialmente elencato tra le specifiche in sviluppo.
In termini pratici, Bluetooth potrà integrarsi più direttamente con architetture basate su IP.
Oggi molti dispositivi Bluetooth funzionano principalmente quando smartphone e accessorio sono abbastanza vicini da comunicare direttamente. Per controllarli da remoto è spesso necessario un gateway che faccia da ponte tra Bluetooth e Internet.
Con IP Link questo modello potrebbe diventare più flessibile.
L’esempio fatto da Barnes riguarda una serratura intelligente. Channel Sounding potrebbe verificare localmente che lo smartphone sia realmente vicino alla porta prima di consentire lo sblocco, mentre IP Link permetterebbe al sistema di ricevere anche comandi remoti attraverso un’infrastruttura collegata a Internet.
La tecnologia potrebbe risultare particolarmente interessante nel settore smart home, dove protocolli e piattaforme stanno progressivamente convergendo verso architetture IP.
Ciò non significa necessariamente che ogni singolo dispositivo Bluetooth diventerà direttamente raggiungibile dalla rete pubblica: architettura, sicurezza, autenticazione e modalità di instradamento dipenderanno dalle implementazioni. Ma l’aggiunta del trasporto IPv6 rappresenta comunque un cambiamento significativo rispetto al ruolo tradizionale di Bluetooth.
LE Audio prepara il prossimo salto
La quarta grande area di sviluppo è Bluetooth LE Audio, la nuova generazione dell’audio Bluetooth.
LE Audio è già una realtà: il Bluetooth SIG ha completato le principali specifiche nel 2022 e la tecnologia utilizza il codec LC3, introduce funzionalità Multi-Stream e permette anche il supporto standardizzato degli apparecchi acustici.
Il lavoro, però, non è terminato.
Secondo Barnes, nel 2027 il Bluetooth SIG punta a migliorare ulteriormente chiamate e riproduzione multimediale e a definire approcci standardizzati per esperienze di spatial audio attraverso cuffie e sistemi surround. La maggiore capacità disponibile con le future evoluzioni della radio dovrebbe inoltre creare le condizioni per esperienze audio più ricche e, potenzialmente, per lo streaming lossless.
Anche qui bisognerà attendere le specifiche definitive per capire quali capacità diventeranno parte dello standard e quali dipenderanno da codec o implementazioni proprietarie.
Auracast può diventare molto più ambizioso
Un capitolo a parte riguarda Auracast, una delle innovazioni più interessanti introdotte da LE Audio.
La tecnologia permette a una sorgente Bluetooth di trasmettere uno o più flussi audio a un numero potenzialmente illimitato di ricevitori compatibili nelle vicinanze. È il concetto equivalente, semplificando, a una trasmissione radio locale ma gestita attraverso Bluetooth.
Gli scenari vanno dalla condivisione della musica tra amici all’ascolto dell’audio di televisori silenziosi negli spazi pubblici, fino ai sistemi di ascolto assistito per persone con difficoltà uditive.
Bluetooth SIG sta ora pensando a infrastrutture Auracast molto più grandi.
Secondo la roadmap descritta da Barnes, le future evoluzioni dovrebbero migliorare il coordinamento di più trasmettitori Auracast nello stesso ambiente, soluzione necessaria per coprire spazi molto estesi come musei, aeroporti, centri congressi o grandi eventi.
Un’altra possibilità riguarda la presenza contemporanea di più flussi audio, per esempio differenti lingue durante una conferenza o numerosi contenuti disponibili all’interno dello stesso museo.
L’obiettivo è inoltre rendere l’accesso alle trasmissioni più diretto, riducendo in determinati scenari la necessità di utilizzare lo smartphone come intermediario per selezionare e collegarsi a una sorgente Auracast.
Non significa che nel 2027 tutti i dispositivi avranno queste funzioni
La parte più importante della roadmap riguarda forse proprio le tempistiche.
Quando Bluetooth SIG completa una specifica, la tecnologia non appare automaticamente su tutti i prodotti esistenti. I produttori di chip devono prima integrare le nuove funzionalità nel silicio; successivamente aziende come Apple, Google, Microsoft, Samsung e altri produttori devono adottarle nei propri dispositivi e sistemi operativi. Infine devono arrivare cuffie, speaker, tracker e accessori compatibili.
È quanto accaduto anche con LE Audio e Auracast, annunciati anni prima che l’ecosistema iniziasse realmente a espandersi. Bluetooth SIG prevedeva già nel 2023 che entro il 2027 potessero essere spediti circa 3 miliardi di dispositivi LE Audio all’anno, a dimostrazione di quanto l’adozione di uno standard wireless sia un processo graduale.
La roadmap tracciata per il 2027 è comunque particolarmente significativa. Bluetooth non sta più evolvendo soltanto come collegamento per cuffie, tastiere e smartwatch: con più banda, nuove frequenze, posizionamento più preciso, trasporto IPv6 e una piattaforma audio sempre più sofisticata, lo standard si prepara a occupare un ruolo molto più ampio nella prossima generazione di dispositivi connessi.