Dopo solo un giorno dall'inizio
dei test della nuovissima rete 3G FOMA di NTT DoCoMo in Giappone, un bug software
ha bloccato l'invio e la ricezione della posta elettronica dei 3300 tester.
Il problema è perdurato per ben 18 ore, dopodiché i tecnici dell'azienda nipponica
hanno ristabilito il servizio. Il guasto si è verificato a causa di un server
principale della rete a Yokohama, presso Tokyo, ed ha colpito anche i clienti
dell'i-Mode, ma questi ultimi solo per tre ore.

Questo ennesimo problema non è
che l'ultimo di una serie, che stanno trasformando un lancio, che doveva essere
il trampolino per lo sbarco di NTT DoCoMo nel Mondo, in una vera e propria trappola
per il colosso giapponese. Dapprima il ritardo nel lancio commerciale, da maggio
ad ottobre, a causa di problemi con la rete, poi la scelta di partire comunque
con la sperimentazione dal 30 maggio, inficiata però dai problemi di uno dei
terminali forniti da Matsushita ai 4500 tester, il P2101V, quello dotato di
video camera. In tal modo su 4500 persone, ben 1200 sono rimaste senza cellulare,
in attesa che Matsushita ne rilasci una nuova versione rinnovata e funzionante
prevista per la fine di giugno.

Nonostante la sterminata serie
di problemi, la fiducia nel futuro del 3G in Giappone è ancora alta. I primi
commenti dei tester, su due giorni di prova, sono entusiastici, sebbene NTT
DoCoMo non abbia lanciato alcun particolare servizio, ma solo la possibilità
di interfacciarsi alla esistente rete i-Mode, ad una velocità, però, 40 volte
superiore a quelle attuale. In particolar modo ha ottenuto i favori della critica
la nuova PC Card P2401 di Matsushita, da inserire nei Notebook, che permette
una larghezza di banda fino a 384 kbps.

I dirigenti dell'azienda si sono
detti soddisfatti del lancio, che segna una pietra miliare nella storia della
comunicazione mobile. I partecipanti al test hanno avuto il proprio terminale
gratuitamente, ma le chiamate, dati e voce, sono tariffate normalmente. Ovviamente
ancora al di la dall'essere annunciati sono i prezzi dei terminali, ma fonti
interne alla NTT DoCoMo, avrebbero riferito che il terminale base, l'N2001,
prodotto da NEC, dovrebbe costare circa 900 dollari, quasi il doppio del più
costoso cellulare i-Mode.

NTT DoCoMo ha commentato il problema
avuto con le mail affermando che il test serve proprio a questo, a provare la
rete ed a colmarne le lacune. I tester sapevano bene a cosa andavano incontro.
Ad esempio, un problema attualmente molto diffuso nei terminali N2001, è il
blocco completo del display, l'unica soluzione possibile per rimediare a questo
blocco è spegnere e riaccendere il telefono. A causa di questi problemi, e di
quelli avvenuti precedentemente, il governo giapponese non ha ancora dato ad
NTT DoCoMo la garanzia di qualità tecnica, prerequisito per vendere qualsiasi
tipo di dispositivo elettronico nel paese del Sol Levante. Questo potrebbe causare
un ulteriore ritardo nel lancio commerciale previsto per ottobre.

Inoltre ad ottobre solo Tokyo
verrà coperta dalla rete FOMA, solo a dicembre si aggiungeranno Osaka e Nagoya.
NTT DoCoMo ha anche rivelato che non coprirà mai l'intero territorio nazionale,
poiché sarebbe poco redditizio, ma solo i grandi agglomerati urbani e solo tra
un anno. Gli ostacoli sulla strada del FOMA sono moltissimi, quindi, ma il grande
successo avuto dall'i-Mode e la fiducia di utenti e dirigenti, fa ben sperare.

Nonostante ciò, in Europa i problemi
di NTT DoCoMo sono seguiti con ansia da tutti gli operatori mobili che hanno
speso milioni di dollari per aggiudicarsi le licenze 3G. I gestori infatti pensano
se sta incontrando tutti questi problemi NTT DoCoMo, che ha una rete simile
al nostro GPRS (l'i-Mode), con quasi 24 milioni di clienti da febbraio del 1999
fino ad oggi, cosa succederà nel Vecchio Continente, dove anche la rete GPRS,
che dovrebbe traghettarci fino all' UMTS, è ancora agli stentati inizi? I prossimi
mesi saranno quelli cruciali per capirlo.