Batteria Android, 6 impostazioni e abitudini che possono farla durare più a lungo

Come preservare la batteria Android negli anni: limite all'80%, ricarica adattiva, gestione del calore e altre impostazioni da conoscere.
Batteria Android, 6 impostazioni e abitudini che possono farla durare più a lungo

La batteria è uno dei componenti dello smartphone che inevitabilmente peggiora con il passare del tempo. Dopo alcuni anni di utilizzo, un’autonomia inferiore rispetto a quella del dispositivo appena acquistato è perfettamente normale. Il modo in cui utilizziamo e ricarichiamo lo smartphone può però influenzare la velocità con cui la batteria perde capacità.

Non esistono trucchi capaci di fermare l’invecchiamento chimico delle celle agli ioni di litio. Esistono invece alcune impostazioni, ormai integrate direttamente nei moderni smartphone Android, pensate proprio per ridurre lo stress della batteria.

Limitare la carica massima, sfruttare la ricarica adattiva, evitare temperature elevate e non arrivare continuamente allo 0% sono alcuni degli accorgimenti più semplici. Ecco quelli che vale realmente la pena conoscere.

Limitare la ricarica all’80% è una delle opzioni più interessanti

Caricare lo smartphone al 100% ogni volta non è sempre necessario, soprattutto per chi termina normalmente la giornata con ancora molta autonomia disponibile.

Per questo motivo diversi produttori Android hanno introdotto la possibilità di fermare automaticamente la ricarica intorno all’80%.

Google offre sui Pixel compatibili una modalità specificamente progettata per privilegiare la salute della batteria nel lungo periodo. Anche Samsung permette sui Galaxy più recenti di impostare un limite massimo attraverso la funzione Protezione della batteria.

Il principio è semplice: le batterie agli ioni di litio sono sottoposte a maggiore stress quando rimangono per molto tempo a livelli di carica particolarmente elevati. Ridurre il tempo trascorso vicino al 100% può quindi contribuire a rallentarne l’invecchiamento.

Naturalmente bisogna accettare un compromesso: limitare la carica all’80% significa rinunciare immediatamente al 20% dell’autonomia disponibile.

Per chi utilizza intensamente il telefono e arriva frequentemente a sera con pochi punti percentuali potrebbe non essere la scelta ideale. Chi invece termina normalmente la giornata con il 30 o 40% residuo può utilizzare il limite senza particolari sacrifici.

Non volete rinunciare al 100%? Usate la ricarica adattiva

Esiste un’alternativa meno drastica: la ricarica adattiva.

Questa tecnologia cerca di comprendere le abitudini dell’utente e modifica il processo di ricarica di conseguenza. Un esempio classico è lo smartphone collegato alla corrente prima di andare a dormire.

Senza alcuna ottimizzazione, il dispositivo potrebbe raggiungere il 100% nel cuore della notte e rimanere collegato alla corrente a piena carica per diverse ore.

La ricarica adattiva cerca invece di ritardare l’ultima fase, facendo in modo che il telefono raggiunga il 100% più vicino al momento previsto per il risveglio o per lo scollegamento dal caricatore.

Il comportamento varia tra produttori e versioni software. Google utilizza Adaptive Charging sui Pixel, mentre Samsung dispone di modalità di protezione della batteria capaci di applicare strategie analoghe.

È probabilmente il compromesso migliore per chi vuole preservare la batteria senza rinunciare alla massima autonomia durante la giornata.

Non preoccupatevi se ogni tanto il telefono arriva comunque al 100%

Attivare un limite di carica non significa necessariamente che lo smartphone non raggiungerà mai più il 100%.

Alcuni dispositivi effettuano periodicamente una ricarica completa per calibrare le stime relative alla capacità della batteria. Sui Pixel compatibili, per esempio, Google prevede automaticamente una carica completa dopo un determinato numero di cicli anche quando è attivo il limite dell’80%.

Non è quindi necessariamente un bug.

Va ricordato inoltre che Android non utilizza un’unica interfaccia per queste funzioni. Google, Samsung, Xiaomi, Motorola, OnePlus e gli altri produttori possono utilizzare nomi e percorsi differenti.

Conviene cercare nelle impostazioni termini come Protezione batteria, Ottimizzazione ricarica, Ricarica adattiva, Battery Health o Limite di ricarica.

Il calore è uno dei peggiori nemici della batteria

Se c’è un elemento da tenere sotto controllo più di molti altri è la temperatura.

Il calore accelera le reazioni chimiche responsabili dell’invecchiamento delle batterie agli ioni di litio. Utilizzare frequentemente il telefono a temperature elevate può quindi avere conseguenze sulla capacità disponibile nel lungo periodo.

Le situazioni più critiche sono abbastanza facili da riconoscere.

Giocare a titoli particolarmente impegnativi mentre lo smartphone è collegato a un caricatore rapido, registrare lunghi video ad alta risoluzione sotto il sole o lasciare il dispositivo sul cruscotto dell’automobile in estate sono tutti comportamenti che possono portare la temperatura a livelli elevati.

Gli smartphone moderni dispongono di sistemi di gestione termica che intervengono automaticamente riducendo prestazioni o velocità di ricarica quando necessario. Questo non significa però che sia una buona idea mantenere regolarmente il dispositivo molto caldo.

Quando lo smartphone raggiunge temperature insolitamente elevate, la soluzione migliore è interrompere temporaneamente le operazioni più impegnative e lasciarlo raffreddare.

Non serve scaricare lo smartphone fino allo 0%

Una delle convinzioni più difficili da eliminare riguarda la necessità di scaricare completamente la batteria prima di collegare il caricatore.

Era un’abitudine associata soprattutto a tecnologie di batterie utilizzate in passato, ma non è necessaria con le moderne celle agli ioni di litio.

Non serve aspettare che lo smartphone raggiunga l’1% o si spenga prima di ricaricarlo. È perfettamente normale collegare il dispositivo alla corrente al 40%, al 30% o in qualsiasi altro momento della giornata.

Allo stesso modo, non bisogna interpretare ogni collegamento al caricatore come un nuovo ciclo completo.

I cicli vengono calcolati sulla quantità complessiva di energia utilizzata. Consumare il 50% della capacità, ricaricare e successivamente utilizzarne un altro 50% corrisponde indicativamente a un ciclo complessivo, non a due.

Una scarica completa occasionale non rappresenta un’emergenza, ma portare deliberatamente la batteria allo 0% ogni giorno non offre alcun beneficio alla sua longevità.

La ricarica rapida rovina davvero la batteria?

Anche sulla ricarica rapida circolano molte semplificazioni.

Dire che qualsiasi sistema da 45, 65, 80 o 100 W rovini automaticamente una batteria è scorretto. I moderni smartphone regolano continuamente tensione, corrente e temperatura durante la ricarica e possono ridurre automaticamente la potenza quando le condizioni lo richiedono.

Ancora una volta, l’elemento a cui prestare attenzione è soprattutto il calore prodotto durante la ricarica.

Se un determinato smartphone diventa frequentemente molto caldo utilizzando la massima potenza disponibile, una ricarica più lenta può essere una scelta sensata quando non c’è fretta.

Al contrario, non c’è motivo di rinunciare alla ricarica rapida quando serve. La strategia migliore è utilizzarla per quello che è: una comodità da sfruttare quando bisogna recuperare rapidamente autonomia, senza trasformare necessariamente la massima velocità nell’unica modalità di ricarica.

Giocare mentre il telefono è in carica? Meglio controllare la temperatura

La combinazione di ricarica e utilizzo intensivo merita un discorso specifico.

Durante una sessione di gaming il processore e la GPU possono consumare molta energia e produrre calore. Contemporaneamente, il sistema di ricarica sta introducendo energia nella batteria e può generare ulteriore calore.

Lo stesso può accadere utilizzando navigazione GPS, registrazione video, hotspot e altre funzioni particolarmente impegnative.

Non significa che utilizzare il telefono mentre è collegato al caricatore sia automaticamente dannoso. Leggere messaggi, navigare sul web o guardare un video durante la ricarica normalmente non rappresenta un problema.

È la temperatura raggiunta dal dispositivo a essere molto più significativa del semplice fatto che lo smartphone venga utilizzato mentre è collegato.

Aggiornare Android può aiutare

Anche gli aggiornamenti software hanno un ruolo.

Un bug può provocare attività anomala della CPU, processi in background, consumi eccessivi o problemi nella gestione della temperatura. In questi casi un aggiornamento può correggere il comportamento e ridurre lo stress a cui viene sottoposto quotidianamente il dispositivo.

Le nuove versioni del sistema possono inoltre introdurre funzioni dedicate alla protezione della batteria che inizialmente non erano disponibili.

Aggiornare il telefono non può però recuperare la capacità chimica già persa. Se una batteria è scesa all’80% della capacità originale, nessun aggiornamento software potrà riportarla fisicamente al 100%.

Può soltanto migliorare il modo in cui quella capacità viene utilizzata e gestita da quel momento in avanti.

Non fissatevi troppo sulla percentuale di salute della batteria

La voce Battery Health sta diventando sempre più comune anche su Android, ma il numero mostrato deve essere interpretato correttamente.

La percentuale rappresenta una stima della capacità massima attuale rispetto a quella nominale della batteria nuova. Non è una misurazione perfetta e può subire piccoli aggiustamenti quando il sistema aggiorna le proprie stime.

Non esiste inoltre una regola universale secondo cui una batteria debba perdere una determinata percentuale ogni anno.

Due smartphone identici acquistati lo stesso giorno possono mostrare livelli di salute differenti dopo due o tre anni. Numero di cicli, temperatura, utilizzo, ricarica e persino le normali differenze tra singole celle possono influenzare il risultato.

Per questo motivo non bisogna ossessionarsi nel tentativo di mantenere la batteria al 100% il più a lungo possibile. Lo smartphone rimane uno strumento da utilizzare.

Per chi prevede però di conservare il proprio dispositivo per tre, quattro o più anni, attivare la ricarica adattiva o il limite all’80%, evitare il surriscaldamento e abbandonare l’abitudine di scaricare continuamente la batteria fino allo zero sono piccoli accorgimenti che, ripetuti ogni giorno, possono contribuire a rallentarne l’inevitabile usura.

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