Con l’ormai quasi certo slittamento definitivo della consegna dei primi cellulari e dell’apertura della rete UMTS anche ai clienti veri e propri, e non solo ad una clientela amica, si addensano sempre più nubi sul futuro di H3G ed in particolare delle aziende mobili controllate in Italia, Regno Unito, Danimarca, Svezia ed Austria. Secondo molti addetti ai lavori si avvicina il momento della verità che dirà se effettivamente in questi paesi vi sia spazio per un nuovo operatore e soprattutto se il mercato sia maturo per accettare un’offerta 3G.

Devono pensarla in maniera pessimistica i mercati finanziari, dove le azioni di Hutchison Whampoa, l’azienda di Hong Kong che controlla H3G, sono calate in un anno di circa il 33% e non danno segni di ripresa, nonostante l’avvicinarsi del lancio commerciale dei primi servizi in Italia e Regno Unito. Dalla parte di Hutchison si deve riconoscere che finora su qualunque cosa abbia messo mano il vulcanico settantaquattrenne Li Ka-shing, fondatore del gruppo, questo si è rivelato un affare molto proficuo. Gli investitori si chiedono se sarà così anche per il 3G e soprattutto si chiedono se le banche finanziatrici dell’impresa rimarranno in attesa dei primi risultati.

Alcuni osservatori hanno dichiarato che molti investitori decideranno dopo 3-6 mesi dal lancio commerciale se l’affare sia proficuo o meno, per dismettere eventualmente le proprie partecipazioni, altri ritengono che questo termine possa giungere ad un anno. In ogni modo H3G ritiene di poter raggiungere il pareggio dei bilanci con la sua offerta commerciale, tramite il marchio 3, entro la fine del 2005 e di avere già un milione di clienti sia nel Regno Unito che in Italia entro la fine del 2003.

Per ora le prenotazioni dell’unica offerta sottoscrivibile, quella italiana, sono andate bene, con circa 30 mila domande pervenute. Ma bisogna tenere conto che non si tratta di contratti, bensì di intenzionalità, che potrebbero essere disattese in larga parte. Molto presto verrà presentata anche l’offerta per il mercato inglese, che non dovrebbe discostarsi molto da quella italiana. Per la metà del 2003, 3 conta di raggiungere 100 mila clienti alto spendenti, per poi concentrarsi sul mercato prepagato con una solida base di abbonamenti.

Uno dei maggiori rischi è, però, una nuova dilazione del lancio commerciale, che porterebbe 3 a perdere una delle frecce più importanti al suo arco, ovvero essere la prima società ad offrire servizi UMTS sul mercato. Un nuovo rinvio potrebbe annullare questo vantaggio, condannando 3 a dover far fronte alla concorrenza dei colossi mobili già sul mercato come Vodafone, sia in Italia che nel Regno Unito, che Tim in Italia. Inoltre i precedenti con l’unico sistema 3G a livello commerciale basato sul WCDMA, come l’UMTS, sono negativi. NTT DoCoMo ha lanciato il suo FOMA da oltre un anno ed ha raccolto solo 140 mila clienti, pure in un mercato molto più avanzato tecnologicamente come quello nipponico. Alcuni degli errori commessi da NTT DoCoMo non saranno sicuramente ripetuti da H3G, ma le premesse non sono certo rosee e l’impatto col mercato sarà molto più duro del previsto.