Avete mai ascoltato il podcast sulla storia di Spotify creato da Spotify stessa? Diciamo che è “leggermente” autoreferenziale e, più che un racconto auto-biografico, sembra una versione romanzata di come siano andati realmente i fatti. Inoltre, ammettiamo che tutto ciò assomiglia un po’ alla storica frase “Hai mai cercato Google su Google?” che dava il via all’iconica serie dei The Jackal, “Lost in Google”. Fateci caso.

Spotify si è dimenticata di Apple

Spotify sta realizzando un podcast sulla propria storia e i primi due episodi meritano di essere ascoltati per i dettagli sul passaggio dalla pirateria allo streaming, su come l’azienda ha deciso di costruire la propria attività e sui dettagli tecnici di come lo ha fatto. Sono incluse anche alcune divertenti interviste, con il podcast con storie di Sean Parker, inventore di Napster, e Lars Ulrich dei Metallica.

Nel podcast, i co-founders di Spotify discutono della storia della pirateria nel paese di origine dell’app, la Svezia, per fornire un contesto sul suo ambiente di sviluppo. La storia entra nel vivo nell’esistenza del Partito Pirata svedese, un vero partito politico che un tempo deteneva diversi seggi nel parlamento del Paese. Gli sviluppatori discutono anche di come fossero affascinati dalla pirateria e decisero quindi di legittimarla e renderla legale.

Certo, tutto bello, ma prima dell’arrivo di Spotify, c’è stata iTunes Music Store. Non dimentichiamo che nel passaggio dagli MP3 alle app di streaming on demand, Apple ha giocato un ruolo cardine con il suo servizio e con i suoi iPod. Questo lo sappiamo noi, ma pare che in casa Spotify abbiano un piccolo buco di memoria e non sembra che i fondatori lo ricordino: strano.

Si sa, il colosso di Cupertino e la casa svedese non sono certo migliori amici 4ever, però fa strano sentire come un’azienda ometta volontariamente l’operato e l’impatto culturale che ha avuto un gigante come Apple nella storia della musica del decennio scorso. Un po’ come parlare del festival di Sanremo citando la bellissima Elodie e l’eclettico duo Fiorello-Amadeus senza ricordare il monopolio di Pippo Baudo negli anni precedenti.  Nonostante la mancanza di oggettività sulla storia della musica digitale, il podcast merita di essere ascoltato.

Il secondo episodio (etichettato 01) spiega come la compagnia abbia utilizzato la stessa tecnologia peer-to-peer utilizzata dai pirati per costruire il suo servizio di streaming musicale legale e di come il suo approccio abbia fatto impazzire le persone in quel momento e continua a farlo tuttora.

Fonte:The Verge