Apple starebbe preparando una nuova fase per l’App Store con l’obiettivo di incrementare i ricavi ricorrenti e migliorare i margini della sua piattaforma digitale. L’indiscrezione arriva dall’ultima newsletter Power On di Mark Gurman di Bloomberg, rilanciata da MacRumors, secondo cui il nuovo CEO John Ternus e il responsabile dei servizi Eddy Cue sarebbero al lavoro per individuare nuove opportunità di monetizzazione di uno dei business più redditizi dell’azienda.
L’App Store rappresenta già una fonte di ricavi enorme per Apple, con introiti stimati in circa 30 miliardi di dollari all’anno, ma il contesto normativo e competitivo degli ultimi mesi sta spingendo la società a ripensare il proprio modello di business per compensare le pressioni esercitate dalle autorità di regolamentazione e dalle recenti decisioni dei tribunali.
La nuova gestione guarda ai servizi
Secondo Gurman, il progetto sarebbe una delle prime iniziative strategiche della nuova amministrazione guidata da John Ternus, subentrato recentemente a Tim Cook come amministratore delegato.
Al suo fianco ci sarebbe Eddy Cue, storico responsabile della divisione Services, con l’obiettivo di individuare modalità per aumentare la redditività dell’App Store senza che siano ancora emersi dettagli concreti sulle misure allo studio. Al momento non è chiaro se Apple intenda introdurre nuove formule commerciali, modificare le commissioni esistenti oppure ampliare gli strumenti a pagamento destinati agli sviluppatori.
L’indiscrezione assume un significato particolare anche alla luce del recente cambio di responsabilità all’interno dell’azienda. Phil Schiller, figura storica di Apple e per anni responsabile dell’App Store, ha infatti lasciato la gestione operativa della piattaforma pur mantenendo il ruolo di Apple Fellow.
Secondo quanto riportato da Gurman, Schiller avrebbe preferito non essere coinvolto in una strategia orientata a estrarre ulteriori profitti dall’App Store, ritenendo che un simile approccio rischierebbe di inasprire ulteriormente i rapporti con sviluppatori e governi. Lo stesso giornalista precisa comunque che non ci sarebbe stato alcuno scontro interno: la decisione sarebbe maturata senza fratture all’interno del management.
Questa posizione è coerente con quanto emerso già nel 2025 durante il procedimento legale con Epic Games, quando Schiller aveva espresso perplessità sull’ipotesi di applicare una commissione del 27% sugli acquisti effettuati al di fuori dell’App Store, temendo un deterioramento del rapporto con gli sviluppatori.
Negli ultimi anni Apple ha dovuto affrontare una crescente pressione normativa in numerosi mercati. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’azienda ha smesso di riscuotere commissioni sui pagamenti effettuati tramite collegamenti esterni alle app dopo una decisione del tribunale, mentre la Corte Suprema dovrà ancora pronunciarsi sul ricorso presentato dalla società.
Anche in altri Paesi le nuove normative stanno incidendo sul business dell’App Store. Durante l’ultima presentazione dei risultati finanziari, Apple ha riconosciuto che i cambiamenti regolatori hanno iniziato a pesare sulla crescita della divisione Services, che pur registrando ricavi record ha chiuso il trimestre sotto le aspettative degli analisti.
A questo si aggiungono le stime della società di analisi Appfigures, secondo cui nel 2026 le commissioni incassate da Apple negli Stati Uniti sarebbero diminuite del 18%, con cali osservati anche in mercati come Brasile e Giappone dopo l’introduzione di nuove regole per gli store digitali.
Cosa potrebbe cambiare per sviluppatori e utenti
Per il momento Apple non ha annunciato alcuna modifica ufficiale e non è noto quali strumenti possano essere introdotti per aumentare i ricavi della piattaforma. Tuttavia, il fatto che la nuova leadership stia valutando nuove forme di monetizzazione lascia intendere che l’App Store continuerà a essere uno degli asset strategici più importanti per la crescita della divisione Services.
Qualunque intervento, però, dovrà confrontarsi con un equilibrio sempre più delicato: da una parte la necessità di sostenere la crescita di un business miliardario, dall’altra il rischio di alimentare nuove contestazioni da parte degli sviluppatori e delle autorità antitrust, in un momento in cui il modello economico dell’App Store è già al centro dell’attenzione a livello globale.