Dopo aver rivoluzionato il mercato musicale con iPod e iTunes, di fatto sancendo la morte dei Compact Disc, Apple si appresta a stravolgere anche il mercato dei pagamenti con l’introduzione di Apple Pay, l’innovativo e al contempo semplice sistema tramite il quale non sarà più necessario strisciare la carta di credito al momento di un acquisto ma basterà avvicinare il proprio iPhone ad un terminale NFC.

Il punto di forza di Apple Pay sta proprio nel fatto che non vi sono complicati sistemi e tecnologie alla base: Apple ha semplicemente ottimizzato l’uso della conosciuta tecnologia NFC e stipulato accordi con i principali attori economici americani, tra cui McDonald’s e Subway, nonché con gli 11 più grandi gruppi finanziari tra cui American Express, MasterCard e Visa, coprendo l'83% del mercato complessivo.

Apple sta dunque riuscendo là dove Google – con Google Wallet – ha in parte fallito, strappando ai partner una percentuale di guadagno per ogni transazione pari allo 0.15%. Si tratta di una cifra importante, considerando che ogni giorno negli USA si contano transazioni per una cifra pari a circa 12 miliardi di dollari, ma allo stesso tempo estremamente competitiva se confrontata con le trattenute di altri sistemi bancari come l’americana Square, che richiede 2.75 dollari ogni 100 guadagnati.

Ciascuno di noi sa che la tecnologia può offrire una migliore esperienza per i consumatori, ma si avevano case discografiche, artisti e sistemi di consegna in competizione in disaccordo”, afferma Hans Morris di Nyca Partners riguardo iTunes. “Una volta che Apple ha messo insieme un pacchetto irresistibile costituito dai principali partecipanti, tutti gli altri si sono aggiunti".

La chiave di successo di iTunes potrebbe così ripetersi allo stesso modo anche per Apple Pay.

Apple Pay
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