Apple accelera sul green: record di materiali riciclati, addio plastica negli imballaggi e nuove tecnologie per il recupero

Apple alza la quota di materiali riciclati al 30%, elimina la plastica dal packaging e spinge su energia pulita e riciclo.
Apple accelera sul green: record di materiali riciclati, addio plastica negli imballaggi e nuove tecnologie per il recupero

Apple alza l’asticella della propria strategia ambientale e rivendica un nuovo traguardo: nel 2025 il 30% dei materiali impiegati in tutti i prodotti spediti dall’azienda è arrivato da fonti riciclate, la quota più alta mai raggiunta dal gruppo. Il dato, annunciato il 16 aprile 2026 insieme al nuovo Environmental Progress Report, si accompagna ad altri risultati che Apple presenta come centrali nel percorso verso la neutralità carbonica dell’intera impronta aziendale entro il 2030. Tra questi ci sono il passaggio al 100% di cobalto riciclato nelle batterie progettate internamente, il 100% di terre rare riciclate nei magneti e l’eliminazione della plastica dagli imballaggi.

Il messaggio di Apple è chiaro: la sostenibilità non viene più raccontata come un’attività parallela, ma come una leva industriale che tocca progettazione, filiera e recupero dei materiali. Nel dettaglio, l’azienda afferma che tutte le batterie disegnate da Apple utilizzano ora cobalto riciclato al 100%, mentre tutti i magneti impiegano terre rare riciclate al 100%. Anche i circuiti stampati progettati dal gruppo, inoltre, includono oro riciclato nelle placcature e stagno riciclato nelle saldature.

Sono numeri che servono anche a rafforzare il racconto di Apple sul controllo della filiera. L’azienda sottolinea infatti che l’approvvigionamento, sia di materiali vergini sia di materiali riciclati, deve avvenire nel rispetto di standard elevati sul piano ambientale e dei diritti umani. È una precisazione importante, perché uno dei nodi più delicati dell’elettronica resta proprio la tracciabilità delle materie prime critiche.

Addio plastica nel packaging

Tra gli annunci più simbolici c’è la fine della plastica negli imballaggi. Apple sostiene di aver completato nel 2025 il passaggio a confezioni composte al 100% da fibre, rispettando così l’obiettivo che si era data per quell’anno. Negli ultimi dieci anni, spiegano da Cupertino, i team di design e ingegneria hanno sostituito componenti tradizionalmente in plastica, come vassoi e protezioni per gli schermi, con alternative in carta riciclata o proveniente da fonti responsabili.

L’azienda aggiunge di aver evitato, solo negli ultimi cinque anni, l’uso di oltre 15 mila tonnellate di plastica, equivalenti a circa 500 milioni di bottiglie d’acqua in plastica. Un risultato che ha anche un valore comunicativo evidente: il packaging è uno degli elementi più immediatamente percepibili dal consumatore e diventa quindi uno spazio concreto in cui mostrare il cambiamento.

Apple lega questi progressi anche agli investimenti nelle tecnologie di recupero. La società ha presentato Cora, una nuova linea per il riciclo delle apparecchiature elettroniche installata nell’Advanced Recovery Center in California, descritta come più efficiente rispetto agli standard del settore nel recupero dei materiali dai dispositivi a fine vita. Accanto a questo progetto c’è anche A.R.I.S., un sistema basato su machine learning che dovrebbe aiutare le aziende del riciclo a classificare e separare meglio i rifiuti elettronici.

Sul fronte energetico, Apple dichiara che nel 2025 i suoi fornitori diretti hanno acquistato oltre 20 gigawatt di energia rinnovabile nell’ambito del Supplier Clean Energy Program, generando più di 38 milioni di megawattora di elettricità. La società riferisce inoltre di aver acquistato altri 1,8 gigawatt di energia rinnovabile per alimentare uffici, store e data center con elettricità rinnovabile al 100%. Nello stesso report, Cupertino segnala che le emissioni di gas serra sono rimaste oltre il 60% sotto i livelli del 2015.

Acqua, rifiuti e il caso MacBook Neo

Il rapporto dedica spazio anche all’acqua. Apple afferma che nel 2025, insieme ai suoi fornitori, ha risparmiato 64 miliardi di litri di acqua dolce e che i progetti commissionati dall’azienda hanno reintegrato più della metà dell’acqua prelevata per uffici, data center e store nel mondo. Tutti e otto i data center di proprietà del gruppo risultano inoltre certificati secondo lo standard dell’Alliance for Water Stewardship.

In questo quadro si inserisce anche MacBook Neo, presentato da Apple come il portatile con il minor impatto ambientale mai realizzato dall’azienda. Secondo Cupertino, il dispositivo contiene complessivamente il 60% di materiali riciclati, la percentuale più alta mai raggiunta in un prodotto Apple, e adotta un nuovo processo di anodizzazione che consente il riutilizzo del 70% dell’acqua impiegata nella produzione.

Resta naturalmente il tema della verifica indipendente di questi risultati, perché gran parte delle informazioni proviene dal report della stessa azienda. Ma sul piano industriale e reputazionale il segnale è forte: Apple prova a trasformare la sostenibilità da promessa di marketing a parametro di progetto, filiera e produzione, in una fase in cui l’impatto ambientale dell’elettronica è sempre più sotto osservazione.+

Questo articolo contiene link di affiliazione: acquisti o ordini effettuati tramite tali link permetteranno al nostro sito di ricevere una commissione nel rispetto del codice etico. Le offerte potrebbero subire variazioni di prezzo dopo la pubblicazione.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti